Il Consiglio comunale approva il piano con 18 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto. Al posto dell’ex albergo nasceranno dieci appartamenti, due dei quali destinati al sociale per almeno dieci anni. Prevista anche una piscina

Dopo circa 30 anni di abbandono, per l’ex albergo Villa Verde si apre una nuova fase. Il Consiglio comunale ha approvato il piano di recupero che prevede la trasformazione dell’ex struttura ricettiva in un edificio a destinazione residenziale, con dieci appartamenti.

La delibera è passata con 18 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto, al termine di un dibattito che ha riguardato soprattutto gli aspetti urbanistici dell’intervento e il cambio di destinazione d’uso, da turistico-ricettiva a residenziale.

Secondo quanto spiegato dall’assessora all’Urbanistica Alice Rossetti, non si tratta di una nuova costruzione su un’area libera, ma del recupero di un patrimonio edilizio esistente. Il progetto prevede infatti una ristrutturazione ricostruttiva, senza nuovo consumo di suolo e con una riduzione della superficie edificata.

L’amministrazione ha inoltre sottolineato che l’intervento rientra nella disciplina urbanistica già prevista dagli strumenti comunali. «Non si tratta di una variante urbanistica», ha precisato Rossetti, ma di un piano di recupero previsto dal Regolamento urbanistico.

Il progetto prevede la realizzazione di dieci alloggi: otto saranno destinati alla vendita, mentre due unità abitative, pari al 20 per cento dell’intervento, saranno messe a disposizione per finalità sociali, attraverso una convenzione che prevede il comodato d’uso gratuito per almeno dieci anni.

È prevista inoltre la realizzazione di una piscina.

Il precedente del 2015

Nel dibattito è tornato anche un precedente che riguarda direttamente Villa Verde. Nel 2015 era stata presentata un’osservazione al Regolamento urbanistico per chiedere la possibilità di destinare l’immobile a casa vacanza.

Quella richiesta, all’epoca, non era stata accolta perché la disciplina urbanistica allora vigente puntava a preservare e riqualificare l’offerta turistico-ricettiva, contrastando la trasformazione degli alberghi in seconde case.

Il riferimento al 2015 è stato utilizzato nel confronto consiliare proprio per evidenziare l’evoluzione della disciplina urbanistica. L’assessora Rossetti ha spiegato che il successivo percorso di definizione delle norme, sviluppatosi anche a seguito di quell’osservazione, ha portato alle disposizioni oggi vigenti, che consentono il recupero di Villa Verde con destinazione residenziale.

Per l’amministrazione, dunque, non ci sarebbe una contraddizione tra il diniego del 2015 e il via libera approvato oggi, perché nel frattempo è cambiato il quadro normativo urbanistico di riferimento. L’intervento attuale, ha ribadito Rossetti, non richiede una variante urbanistica, ma viene realizzato attraverso uno strumento di recupero già previsto dal Regolamento urbanistico.

«Criticate quello che è stato messo nero su bianco», è stato il richiamo dell’assessora nel corso del dibattito, a sottolineare che l’intervento viene valutato sulla base delle norme urbanistiche attualmente vigenti.

Da albergo a residenza

Villa Verde ospitava originariamente 38 camere e 60 posti letto. La struttura è rimasta inutilizzata per circa tre decenni, diventando nel tempo uno degli immobili abbandonati del territorio.

La trasformazione approvata dal Consiglio comunale prevede quindi il passaggio dalla precedente destinazione turistico-ricettiva a quella residenziale, attraverso una ristrutturazione ricostruttiva dell’edificio esistente.

A favore dell’intervento si è espresso anche Simone Ortori, della lista Persiani Sindaco, che ha posto l’accento proprio sulla situazione di abbandono dell’ex albergo.

Secondo Ortori, l’alternativa sarebbe stata quella di continuare a lasciare la struttura nelle condizioni attuali, considerando anche che, a suo dire, non erano arrivate richieste per rilevare l’albergo e proseguirne l’attività ricettiva.

Il voto del Consiglio comunale apre così la strada al recupero di Villa Verde. Un intervento che modifica la destinazione d’uso dell’immobile, ma che l’amministrazione considera compatibile con le norme urbanistiche oggi in vigore e che introduce anche una quota di edilizia destinata a finalità sociali.

Il progetto dovrà ora procedere con i successivi passaggi previsti per arrivare alla realizzazione dei dieci alloggi e della piscina, ponendo fine a un abbandono durato circa trent’anni.

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