
Si tratta di corsi di aggiornamento obbligatori per medici, infermieri, ostetriche e professionisti della sanità, che danno diritto ai crediti di Educazione Continua in Medicina (ECM), conferiti da vari enti fornitori, tra i quali anche il ministero della Salute. Soltanto ipotizzare che non sia una madre a partorire, rappresenta non solo un paradosso scientifico, ma anche il risultato di una deriva ideologica inaccettabile: il tema della maternità non può essere oggetto di alcuna messa in discussione, e tantomeno di appropriazione.
Mi confronterò presto, al riguardo, con il ministro Schillaci”. Lo dichiara, il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese.

La responsabile regionale toscana del dipartimento Sociale e Famiglia di FdI Sara Lavorini, aggiunge: “La nostra non è una volontà di esclusione, il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione. Allattamento e maternità però non devono essere in alcun modo percepibili o percepiti come possibilità interscambiabili.
Riteniamo che le priorità, nel contesto specificatamente legato alla salute della donna, dovrebbero restare, ad esempio, la prevenzione ai tumori femminili, l’accompagnamento multidisciplinare in alcune fasi della vita, la vaccinazione per l’HPV nei più giovani e l’educazione affettiva e sessuale, percorso più che necessario nel contrasto alla violenza di genere.
In convegni come quelli che si sono tenuti in questi giorni invece, sia a Vico Pisano che a Riccione, durante il quale si è persino dato come titolo ad un panel ‘Se a partorire non è una madre’, è evidente una lettura impossibile da accogliere.
La maternità e l’allattamento devono essere appannaggio esclusivo della donna. Lasciamo – ha concluso Lavorini – la maternità alle donne”.
