Mappe, vedute storiche e antiche norme raccontano la vita delle comunità tra il 1440 e il 1774. In esposizione anche gli Statuti di Massa voluti da Alberico Cybo Malaspina
Un viaggio nella storia della Lunigiana attraverso le sue leggi, le mappe e le testimonianze della vita quotidiana. È quello proposto dall’Archivio di Stato di Massa in occasione della Domenica di Carta, l’iniziativa che apre le porte degli istituti archivistici per far conoscere al pubblico il patrimonio documentario conservato.
L’appuntamento è in programma domani, domenica 4 ottobre, dalle 15 alle 18, nella sede di via Sforza 3, con un’esposizione dedicata agli Statuti della Lunigiana dal 1440 al 1774, affiancati da mappe cartografiche e vedute storiche.
La mostra assume un significato particolare anche per Massa, dove la giornata coincide con la festa di San Francesco, patrono della città. Per l’occasione saranno infatti esposti anche gli Statuti di Massa, emanati per volontà del principe Alberico Cybo Malaspina.
Si tratta di un’importante testimonianza della storia istituzionale e sociale del territorio. Gli Statuti di Massa, suddivisi in cinque libri e redatti in latino con il contributo di alcuni dei più importanti giureconsulti della fine del Cinquecento, permettono di conoscere norme e consuetudini che regolavano numerosi aspetti della vita della comunità.
Accanto agli Statuti di Massa saranno presentati quelli di diverse comunità della Lunigiana. Documenti che, oltre agli aspetti amministrativi e giuridici, restituiscono uno spaccato concreto della vita delle popolazioni dell’epoca.
Particolare attenzione è dedicata alle norme relative all’agricoltura e alla gestione dei boschi. Negli Statuti di Fosdinovo del 1577, ad esempio, si trova una disposizione che invitava ogni abitante a realizzare un orto, con la motivazione che «ciascheduno facci un horto perché l’horto è di grande aiuto».
Le carte raccontano anche aspetti oggi particolarmente sorprendenti della giustizia dell’epoca. Negli Statuti della comunità di Fivizzano sono riportate, ad esempio, pene pecuniarie differenti per i casi di violenza sessuale, determinate anche in relazione allo status sociale della vittima.
Non mancano poi norme curiose legate alle consuetudini sociali. Tra queste la tassa prevista per i vedovi che decidevano di risposarsi: una sorta di compensazione per la possibilità di matrimonio che, secondo la mentalità dell’epoca, veniva sottratta agli uomini celibi.
Attraverso queste disposizioni, apparentemente lontane dalla sensibilità contemporanea, gli Statuti consentono quindi di ricostruire non soltanto l’organizzazione politica e amministrativa delle comunità, ma anche rapporti sociali, attività economiche, consuetudini e aspetti della vita quotidiana.
L’esposizione rappresenta dunque un’occasione per avvicinarsi a documenti che normalmente restano custoditi negli archivi e per scoprire, attraverso le parole delle antiche norme, come vivevano le comunità della Lunigiana e di Massa tra Medioevo ed età moderna.
L’iniziativa si svolgerà presso l’Archivio di Stato di Massa, in via Sforza 3, dalle 15 alle 18. L’ingresso è libero.
Per informazioni: as-ms@cultura.gov.it, telefono 0585 41684.
