Il Tribunale di Firenze ha autorizzato l’attivazione dell’ammortizzatore sociale. I sindacati: «Passaggio fondamentale per salvaguardare occupazione e indotto»
Un nuovo passaggio positivo nel percorso avviato per la salvaguardia occupazionale di The Italian Sea Group. Dopo l’accordo sottoscritto in Regione lo scorso 9 settembre e il successivo parere favorevole dei commissari, è arrivata anche l’autorizzazione della Sezione Fallimentare del Tribunale di Firenze all’attivazione dei contratti di solidarietà, ai sensi dell’articolo 46 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
A darne notizia sono Giacomo Saisi, segretario generale della UILM UIL Lucca Massa Carrara, e Bruno Casotti, segretario della FIM CISL Toscana. Per i rappresentanti sindacali si tratta di un passaggio importante, ma non ancora conclusivo: resta infatti da ottenere la definitiva approvazione del Ministero del Lavoro.
L’autorizzazione del Tribunale viene considerata particolarmente significativa anche per le numerose aziende che operano in appalto e per l’intera filiera collegata al cantiere. L’attivazione del contratto di solidarietà per il sito principale consentirà infatti anche alle imprese fornitrici e dell’indotto di richiedere, laddove ne ricorrano i presupposti, gli ammortizzatori sociali collegati.
Si estenderebbe così la rete di protezione a una parte più ampia del sistema produttivo che in questa fase sta affrontando forti difficoltà.
«Il via libera del Tribunale di Firenze mette un altro mattoncino fondamentale per la tenuta dell’intero sito produttivo – dichiarano Saisi e Casotti –. La solidarietà era l’unica strada per evitare un impatto sociale devastante e per dare una mano concreta anche alle tante aziende dell’appalto, i cui lavoratori soffrono in prima persona le ripercussioni della crisi».
Ora l’attenzione dei sindacati si concentra sull’ultimo passaggio. «Occorre accelerare al Ministero del Lavoro per chiudere l’iter e dare certezze immediate a tutto il bacino dei lavoratori, diretti e dell’indotto», sottolineano i due rappresentanti sindacali.
L’obiettivo è quindi arrivare rapidamente alla conclusione della procedura, garantendo uno strumento di tutela occupazionale non soltanto ai dipendenti diretti di The Italian Sea Group, ma anche ai lavoratori delle numerose realtà imprenditoriali che gravitano attorno al cantiere.
