Nonostante l’Istituto rimanga un’eccellenza regionale, cresce la pressione sulla struttura. Giuseppe Fanfani chiede un incontro urgente al sindaco per sbloccare l’istituzione dell’organo di garanzia, figura ancora assente dopo anni di solleciti
Questa mattina, martedì 29 settembre, il Garante dei diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, si è recato in visita istituzionale presso la Casa Circondariale di Massa per verificare le condizioni della struttura e incontrare la direzione, il personale di custodia e i ristretti.
Nonostante l’Istituto massese rappresenti storicamente un’eccellenza nel panorama penitenziario toscano – grazie alle attività trattamentali e alle opportunità lavorative offerte ai detenuti –, la visita ha evidenziato l’insorgere delle stesse criticità che affliggono il resto del sistema nazionale.
Anche Massa è stata infatti investita di recente da un progressivo sovraffollamento della popolazione detenuta: circa 300 presenti su una capienza di 176. Le celle da due, inoltre, sono occupate da tre persone. Il sovraffollamento si riverbera gravemente su tutti i servizi e le attività penitenziarie, e sul lavoro del personale sia educativo che di sicurezza, che mantengono i numeri ordinari o sono addirittura sotto organico.
A margine del sopralluogo, il Garante ha riacceso i riflettori su una vicenda istituzionale ancora irrisolta: l’assenza della figura del Garante comunale dei diritti dei detenuti.
“Da anni sollecito l’amministrazione comunale di Massa affinché si proceda con la nomina del Garante locale”, ha dichiarato Fanfani. “Un’inerzia non più giustificabile, soprattutto oggi che la pressione sulle strutture carcerarie sta crescendo anche qui. Il mio sollecito si unisce alle recenti e autorevoli prese di posizione di altre Istituzioni del territorio, che hanno ribadito l’urgenza di colmare questo vuoto”.
Per affrontare concretamente la questione, il Garante ha formalizzato una richiesta d’incontro urgente al sindaco di Massa Franco Persiani, con l’obiettivo di definire i tempi per l’istituzione e la nomina di una figura fondamentale per il presidio dei diritti inviolabili e per il raccordo tra il carcere e la comunità locale.
