«L’approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui valori chimici locali dei sedimenti marini non è una vittoria da celebrare, ma la certificazione di un ritardo lungo anni. Adesso non ci sono più alibi: la Regione Toscana deve passare dalle carte ai cantieri ed eseguire entro ottobre interventi concreti di difesa della costa, prima che le mareggiate autunnali provochino nuovi danni agli arenili e agli stabilimenti balneari».

Così interviene il deputato della Lega Andrea Barabotti, commentando il recente provvedimento con cui la Giunta regionale ha approvato la metodologia per la classificazione e il riutilizzo dei sedimenti costieri.

Barabotti punta il dito contro una gestione che per anni ha penalizzato il litorale apuano:

«Per troppo tempo la nostra costa è stata vittima di un vero e proprio paradosso gestionale, economico e ambientale. Cittadini e operatori balneari si sono chiesti per anni per quale motivo la Regione spendesse ingenti risorse pubbliche per far arrivare sabbie da centinaia di chilometri di distanza, dal bacino del Po o da cave terrestri, mentre i sedimenti naturali trasportati dal Magra, che storicamente alimentano il nostro litorale e che si accumulano nel porto di Marina di Carrara, venivano bloccati e trattati alla stregua di materiale inutilizzabile».

«Una situazione priva di logica: da una parte si sostenevano costi elevati per reperire e trasportare sabbia da lontano, dall’altra si impediva l’utilizzo di materiale già presente sul territorio e naturalmente compatibile con la sua storia geomorfologica. È il risultato di anni nei quali la Regione non è stata capace di affrontare seriamente le peculiarità del nostro litorale».

«Nel frattempo il Governo è intervenuto a livello nazionale per semplificare le procedure di dragaggio e favorire il riutilizzo dei materiali – prosegue Barabotti –. La Toscana arriva soltanto oggi a definire ciò che avrebbe potuto affrontare molto prima, rendendo finalmente possibile utilizzare a chilometro zero i sedimenti locali per il ripascimento della costa».

«Ora, però, il tempo delle delibere e degli annunci è finito. Prendiamo atto che i lavori di ripascimento previsti per questo autunno 2026 sono già slittati al 2027: un rinvio inaccettabile di fronte alla fragilità del nostro litorale. Non è minimamente pensabile trascorrere un intero inverno senza che la Regione metta in atto misure urgenti e opere di salvaguardia della costa. Non possiamo aspettare che le consuete mareggiate autunnali cancellino altri metri di spiaggia, danneggino le strutture e mettano ancora una volta a rischio le attività turistiche ed economiche della nostra provincia».

«Il presidente Eugenio Giani lasci quindi da parte i trionfalismi e dia immediata attuazione a interventi di protezione emergenziali, mobilitando subito le risorse e le soluzioni tecniche disponibili per mettere in sicurezza il litorale prima dell’arrivo del maltempo. Ma non basta rincorrere i danni: una volta superata questa fase d’urgenza in vista dell’inverno, la Regione deve mettere stabilmente in cantiere la realizzazione delle opere strutturali a difesa della costa e varare un programma organico di ripascimenti periodici. Bisogna smetterla di agire perennemente in emergenza e con colpevole ritardo, garantendo finalmente una programmazione seria e lungimirante al territorio apuano».

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