Analisi ARPAT sfavorevoli sui campioni prelevati il 9 settembre. Il Comune di Massa ordina lo stop alla balneazione nel tratto interessato e dispone l’installazione dei cartelli di divieto
Scatta il divieto temporaneo di balneazione nel tratto di mare di Ricortola, nel comune di Massa. Il provvedimento è stato adottato dal sindaco dopo la comunicazione di ARPAT, che ha segnalato risultati sfavorevoli nelle analisi effettuate sui campioni d’acqua prelevati il 9 settembre.
La nota dell’Area Vasta Costa – Settore Laboratorio, UO Biologia, è stata trasmessa al Comune di Massa tramite PEC il 10 settembre. Sulla base degli esiti delle analisi, l’area di balneazione denominata “Ricortola” – IT009045010006 è stata classificata come temporaneamente non idonea alla balneazione, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Il divieto interessa il tratto compreso tra gli estremi indicati nell’ordinanza comunale e coinvolge sia spiagge libere sia stabilimenti presenti lungo quel tratto di costa.
Il Comune ha quindi disposto l’immediata installazione dei cartelli di divieto di balneazione, che dovranno essere collocati in posizione ben visibile. I concessionari delle aree interessate sono inoltre tenuti a garantirne la conservazione e a segnalare tempestivamente all’amministrazione comunale l’eventuale mancanza della segnaletica.
Il provvedimento riguarda, in particolare, la spiaggia libera presso il Chiosco Farina, il Centro Sub Alto Tirreno, il Circolo della Vela U. Pisa, la spiaggia libera presso il Chiosco Calevro, la Casa del Clero, il Centro Don Gnocchi, il Bagno Marchini e la spiaggia libera di Ricortola.
L’ordinanza è stata adottata dal sindaco a tutela dell’igiene e della salute pubblica e sarà pubblicata all’Albo Pretorio e sul sito internet del Comune di Massa, con l’obiettivo di garantirne la massima diffusione.
A vigilare sul rispetto del divieto saranno gli operatori di vigilanza e ispezione di ARPAT, la Polizia Municipale e gli agenti delle Forze dell’ordine. L’ordinanza precisa che i trasgressori saranno segnalati alla competente Autorità giudiziaria.
Il divieto resterà in vigore temporaneamente, in attesa degli ulteriori accertamenti previsti per verificare le condizioni delle acque e consentire, quando i parametri lo permetteranno, la revoca del provvedimento.
