In merito a quanto pubblicato nei giorni precedenti a seguito della visita alla Casa di Reclusione di Massa dell’Assesssora Nardini e alla risposta del Sindaco Persiani L’AltroDirittoPisa decide di commentare:

“Ritengo che il dibattito sulla nomina del Garante delle persone private della libertà personale non debba essere ridotto a una questione di forma o di rapporti istituzionali.

Il punto centrale resta un altro: la Casa di reclusione di Massa ospita un numero di persone detenute significativamente superiore alla capienza regolamentare e, come riconosciuto anche da organismi nazionali e regionali, il tema del rispetto dei diritti fondamentali nelle carceri rappresenta una responsabilità che coinvolge tutte le istituzioni.

La figura del Garante non costituisce una critica all’amministrazione comunale né alla direzione dell’istituto che anzi, ne accoglierebbe positivamente l’istituzione.

È una figura prevista dall’ordinamento, ormai presente in numerosi Comuni italiani anche nostri vicini, che favorisce il dialogo tra carcere, istituzioni, magistratura di sorveglianza, servizi sanitari, Enti locali e territorio, contribuendo alla tutela dei diritti e ai percorsi di reinserimento sociale.

Proprio perché il Comune dichiara di seguire con attenzione la situazione della Casa di reclusione, ritengo che la nomina del Garante rappresenterebbe un fisiologico rafforzamento di questo impegno, non certo una delegittimazione dell’azione amministrativa.

Mi sorprende che il dibattito si sia concentrato prevalentemente sulle modalità con cui è stata resa pubblica una richiesta istituzionale, anziché sul contenuto della stessa. Quando sono in gioco diritti costituzionalmente garantiti, la trasparenza del confronto pubblico non dovrebbe essere motivo di contrapposizione, ma occasione di approfondimento.

Rivolgo quindi un invito al Sindaco e al Consiglio comunale affinché valutino la proposta esclusivamente nel merito, superando ogni contrapposizione politica. 

La tutela dei diritti delle persone private della libertà personale non appartiene a una parte, ma rappresenta un indice della qualità democratica di una comunità.

L’Associazione L’Altro Diritto Pisa conferma la propria disponibilità a contribuire, con l’esperienza maturata da oltre vent’anni nelle carceri toscane, a un confronto serio, costruttivo e orientato all’interesse della collettività”.

Chiara Bertelloni

Presidente de l‘Altro Diritto Pisa