La musica italiana perde una delle sue voci più amate.
È morto questa mattina Peppino di Capri, che avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 27 luglio. L’artista, al secolo Giuseppe Faiella, si è spento dopo una lunga malattia, lasciando un patrimonio musicale che ha attraversato oltre sei decenni di storia del Paese.
Lascia i figli Arrigo, detto Igor, nato dal matrimonio con Roberta Stoppa, ed Edoardo e Dario, avuti dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi.
Nato a Capri il 27 luglio 1939 in una famiglia di musicisti, Peppino di Capri mostrò un talento straordinario fin da bambino. La sua carriera decollò negli anni Sessanta, trasformandolo in uno degli artisti simbolo della musica leggera italiana grazie a successi entrati nella memoria collettiva come “Champagne”, “Roberta”, “Let’s Twist Again”, “St. Tropez Twist” ed “E mo’ e mo’”. Partecipò numerose volte al Festival di Sanremo, conquistando la vittoria in due occasioni, oltre ad aggiudicarsi il Festival della Canzone Napoletana.
L’ultima apparizione pubblica risale a un anno fa, durante una serata organizzata in suo onore. Accompagnato dai Capri Rockers, la band guidata dal figlio Edoardo, volle impugnare ancora una volta il microfono per cantare “Champagne” e “Il sognatore”, ricevendo una lunga standing ovation.
I funerali si svolgeranno domani alle 17 nella chiesa di Santo Stefano, a pochi passi dalla celebre Piazzetta di Capri.
Un legame profondo con la Versilia
Oltre al successo nazionale, Peppino di Capri ha avuto un rapporto speciale con la Versilia, dove ha scritto alcune delle pagine più significative della propria carriera.
Tra i luoghi simbolo c’è senza dubbio La Bussola di Sergio Bernardini, storico locale che negli anni Cinquanta e Sessanta rappresentò uno dei templi dello spettacolo italiano. Su quel palco Peppino di Capri e la sua orchestra entrarono nel circuito dei grandi protagonisti della musica dal vivo, contribuendo a rendere leggendaria la stagione della Dolce Vita.
Il legame con La Bussola fu anche personale. Nel 1961 sposò Roberta Stoppa nella chiesa delle Focette e scelse proprio il celebre locale di Marina di Pietrasanta per il ricevimento di nozze, unendo così la propria storia privata a quella di uno dei simboli della Versilia.
Un rapporto che non si è mai interrotto. Nel 2019, quando La Bussola riaprì con una nuova gestione e la rassegna “Bussola d’Autore”, fu proprio Peppino di Capri a inaugurare la stagione, ricevendo un premio alla carriera in una serata dal forte valore simbolico.
Importante anche il rapporto con La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi, dove l’artista si esibì più volte nel corso della sua lunga carriera. Un legame consacrato nel 2003 con l’album live In Tour, per il quale scelse soltanto sei luoghi simbolo del proprio percorso artistico: il Grand Hotel Quisisana di Capri, il Negombo di Ischia, Porto Cervo, Palinuro, Salerno e proprio La Capannina, a testimonianza del ruolo speciale che il locale versiliese aveva avuto nella sua vita musicale.
Con la scomparsa di Peppino di Capri se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della stagione d’oro della canzone italiana. Le sue melodie, eleganti e senza tempo, continuano però a vivere nel repertorio nazionale e nella memoria di intere generazioni, così come resta vivo il ricordo del suo profondo legame con la Versilia, terra che lo accolse da protagonista nei suoi anni più felici.
