Tra gli imputati il segretario della Cgil. L’udienza è fissata per il 14 ottobre. Contestati i reati di interruzione di pubblico servizio e ostacolo alla circolazione ferroviaria.
Saranno processate 36 persone per i fatti avvenuti il 3 ottobre scorso durante la manifestazione a sostegno del popolo palestinese, culminata con l’occupazione dei binari della stazione ferroviaria di Massa e il conseguente blocco della circolazione dei treni.
Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati, fissando l’udienza predibattimentale per il prossimo 14 ottobre al Tribunale di Massa.
Tra le persone chiamate a rispondere delle accuse figura Nicola Del Vecchio, segretario generale della Cgil di Massa-Carrara, insieme a sindacalisti, giovani, cittadini ed esponenti della società civile che avevano preso parte alla manifestazione.
Quel giorno circa quattromila persone avevano sfilato per le vie cittadine in occasione dello sciopero generale nazionale, chiedendo la fine del conflitto nella Striscia di Gaza e manifestando solidarietà al popolo palestinese. La fase conclusiva del corteo si era però spostata alla stazione ferroviaria, dove una parte dei manifestanti aveva occupato i binari per circa 52 minuti, provocando l’interruzione della circolazione di alcuni convogli regionali lungo la linea Pisa-La Spezia.
La Procura della Repubblica contesta ai 36 imputati, in concorso tra loro, i reati di interruzione di pubblico servizio e ostacolo alla circolazione ferroviaria. Secondo l’accusa, i manifestanti avrebbero impedito con la loro presenza il passaggio di due treni regionali, causando ritardi e disagi ai viaggiatori. Contestate anche le aggravanti legate al fatto che l’azione sarebbe stata compiuta da più persone riunite e durante una manifestazione pubblica.
Per tredici dei trentasei imputati viene contestato inoltre un secondo capo d’imputazione, relativo alla deviazione del percorso autorizzato del corteo verso la stazione ferroviaria.
Tra i rinviati a giudizio c’è, come detto, anche il segretario generale della Cgil Nicola Del Vecchio, che ribadisce la correttezza delle ragioni che avevano portato alla mobilitazione.
L’inchiesta aveva suscitato un ampio dibattito già nei mesi scorsi, quando la Procura notificò gli avvisi di conclusione delle indagini. La decisione aveva dato vita a una significativa mobilitazione, culminata in un corteo regionale promosso dalla Cgil per rivendicare la tutela del diritto al dissenso e alla manifestazione.
Per gli stessi fatti, inoltre, alcune persone erano state sanzionate dalla Polizia Ferroviaria con verbali amministrativi di circa 300 euro.
Sarà ora il processo a stabilire le eventuali responsabilità penali degli imputati, che, come previsto dall’ordinamento, devono considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
