Salviamo le Apuane chiede un intervento concreto della Regione Toscana. Solidarietà anche da Lorenzetti e dal presidente Giani dopo i danneggiamenti alle vetture dei partecipanti alla camminata organizzata da Apuane Libere

Non si placano le reazioni dopo il grave episodio avvenuto al termine della “Camminata consapevole per le Apuane”, promossa domenica da Apuane Libere e alla quale hanno preso parte circa 300 persone tra cittadini, associazioni, amministratori e consiglieri regionali.

Oltre quaranta automobili parcheggiate nella zona del rifugio Donegani sono state vandalizzate con rigature sulla carrozzeria, scritte offensive, specchietti danneggiati e altri atti di danneggiamento che gli organizzatori hanno definito un vero e proprio atto intimidatorio.

Sulla vicenda interviene ora anche Eros Tetti, fondatore del movimento Salviamo le Apuane, che invita a non limitarsi alla condanna dell’accaduto ma a trasformare l’episodio in un’occasione per assumere decisioni politiche concrete sul futuro delle montagne apuane.

«Quanto denunciato dalla consigliera regionale Diletta Fallani è di una gravità enormeafferma Tetti . Il vandalismo contro le auto dei partecipanti non può essere considerato una semplice bravata o un episodio di inciviltà. Assume piuttosto il profilo di un atto intimidatorio verso cittadini che hanno partecipato a una manifestazione pubblica, pacifica e democratica».

Secondo il fondatore di Salviamo le Apuane, chi vive e conosce il territorio sa bene quali siano le tensioni che si generano ogni volta che si apre un confronto sul modello di sviluppo delle Alpi Apuane e sul ruolo dell’attività estrattiva. Tuttavia, Tetti sottolinea la necessità di evitare contrapposizioni dirette con le comunità locali.

«Il problema non sono gli abitanti del territorio – spiega – ma chi alimenta paura, dipendenza economica e conflitto sociale per mantenere immutato un sistema che consideriamo ormai insostenibile».

Da qui la richiesta rivolta ai consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Lorenzo Falchi, Massimiliano Ghimenti e Diletta Fallani, affinché promuovano un’iniziativa politica per portare finalmente all’approvazione il Piano del Parco delle Alpi Apuane, già approvato dalla Giunta regionale ma mai arrivato al traguardo definitivo.

Per Salviamo le Apuane, il Piano rappresenterebbe uno strumento fondamentale per avviare un percorso di sviluppo alternativo basato su turismo sostenibile, valorizzazione ambientale, nuove opportunità economiche e progressiva riduzione delle attività estrattive più impattanti all’interno dell’area protetta.

«Le denunce sono necessarie ma non sufficienti – aggiunge Tetti –. L’indignazione pubblica dura qualche giorno, poi tutto torna come prima. Oggi servono scelte coraggiose e atti concreti. Le Apuane hanno bisogno di una visione per il futuro».

Nel frattempo, la vicenda continua a suscitare reazioni nel mondo politico e istituzionale.

Il consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, Gianni Lorenzetti, ha espresso piena solidarietà ai cittadini e agli organizzatori coinvolti.

«Quanto accaduto è un fatto grave e preoccupante dichiara Lorenzetti . Esprimo vicinanza ai partecipanti e a tutti coloro che hanno subito danni. Si tratta di un episodio che colpisce non soltanto i diretti interessati ma l’intera comunità democratica. Le Apuane rappresentano un patrimonio straordinario della Toscana e il confronto sul loro futuro deve poter avvenire nel rispetto delle regole democratiche e della libertà di espressione».

Ferma condanna è arrivata anche dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha definito quanto accaduto «un episodio vile e intollerabile».

«Siamo davanti a un tentativo subdolo di colpire la libertà di manifestazione attraverso l’intimidazione – afferma Giani –. Confido nell’operato delle forze dell’ordine affinché vengano individuati i responsabili. Esprimo la mia totale solidarietà ai partecipanti e ai consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti. La Toscana è una terra di civiltà e democrazia che ha sempre affrontato i conflitti attraverso il dialogo e il confronto. Modalità violente e intimidatorie non possono trovare alcuno spazio».

Le indagini per individuare gli autori dei danneggiamenti sono attualmente in corso da parte delle forze dell’ordine. Intanto, il caso continua ad alimentare il dibattito sul futuro delle Alpi Apuane e sul delicato equilibrio tra tutela ambientale, attività economiche e partecipazione democratica.