
Il 2 ottobre non è soltanto una ricorrenza. È una buona occasione per ricordare quelle persone che, con gesti semplici, hanno lasciato un segno enorme nelle nostre vite
Da bambini pensiamo che i nonni siano semplicemente i nonni: quelli che ci aspettano, che ci viziano un po’, che ci chiedono se abbiamo mangiato, che ci danno qualche soldino e che, quando serve, ci difendono anche quando forse non ne avremmo proprio bisogno.
Poi diventiamo grandi e ci accorgiamo che dietro quei gesti c’era molto di più.
C’era tempo. C’era pazienza. C’era amore.
Oggi, 2 ottobre, è la Festa dei Nonni. E forse il modo migliore per celebrarla non è con una frase perfetta inviata con whatsapp p sms , ma con qualcosa di molto più semplice: una telefonata, una visita, un caffè bevuto insieme.
Perché i nonni sono spesso le persone che ci ricordano da dove veniamo.
Sono quelli che sanno com’erano i nostri genitori quando erano bambini, che conservano fotografie che noi non abbiamo mai visto, che ricordano nomi e storie, quando la memoria non li inganna, che credevamo dimenticati. Sono una specie di archivio vivente della nostra famiglia.
E poi ci sono le piccole abitudini.
La telefonata della domenica. Il pranzo preparato sempre nello stesso modo da “vivere” tutti insieme. Quel «copriti che fa freddo» anche quando fuori ci sono venti gradi. La domanda «come stai?» alla quale, a volte, rispondiamo distrattamente senza renderci conto che per loro la risposta conta davvero.
Sono proprio queste piccole cose che, con il tempo, diventano grandi ricordi.
La vita corre, i figli crescono, cambiano le case, cambiano le città, arrivano il lavoro, gli impegni, le responsabilità. E capita di rimandare una visita perché «passo domani», una telefonata perché «ti richiamo dopo».
Poi scopriamo che quel domani non è sempre garantito e potrebbe non esserci
E allora la Festa dei Nonni può diventare anche un piccolo promemoria per tutti noi: non rimandiamo le persone importanti.
Se avete un nonno o una nonna, oggi chiamateli. Andate a trovarli.Fatevi raccontare ancora una volta quella storia che conoscete già. Guardate insieme una vecchia fotografia. Chiedete com’era la vita quando avevano la vostra età.
Magari l’avrete sentita quella storia cento volte.
Un giorno, però, potreste dare qualsiasi cosa per poterla ascoltare ancora.
E a chi oggi non ha più i propri nonni, resta comunque qualcosa che nessuna distanza può cancellare: il modo in cui vi hanno voluto bene, le parole che vi hanno lasciato, le loro abitudini che magari abbiamo inconsapevolmente fatto nostre.
Perché i nonni, alla fine, non se ne vanno mai completamente.
Restano nelle nostre fotografie, nelle ricette di famiglia, nei racconti che continuiamo a ripetere e perfino in quelle frasi che ci sorprendiamo a dire esattamente come le dicevano loro.
Buona Festa dei Nonni.
E soprattutto, oggi, prima di andare avanti con la nostra giornata, fermiamoci un minuto.
Prendiamo il telefono.
Chiamiamoli.
Oppure, se possiamo, andiamo semplicemente ad abbracciarli.
