L’On. Maria Teresa Baldini e il pool di legali chiedono maggiore trasparenza: «Il contributo è dovuto solo se esiste un beneficio concreto per l’immobile». Invitati i cittadini a segnalare i casi ritenuti irregolari

Si accende il dibattito sugli avvisi di pagamento emessi dal Consorzio di Bonifica Toscana Nord. Il Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica, composto dall’On. Maria Teresa Baldini, dagli avvocati Mauro Domenici e Lorenzo Vatteroni, dal consigliere comunale di Capannori Domenico Caruso e dal consigliere comunale di Molazzana Simone Simonini, contesta la legittimità degli avvisi inviati ai contribuenti, ritenendo che non contengano una motivazione sufficiente a giustificare la richiesta del contributo.

Secondo il gruppo, gli avvisi non riporterebbero in modo chiaro né le opere di bonifica e manutenzione effettivamente realizzate né il beneficio concreto che tali interventi avrebbero prodotto sui singoli immobili. Una lacuna che, a loro giudizio, impedisce ai cittadini di verificare la fondatezza della richiesta di pagamento.

I promotori dell’iniziativa richiamano l’articolo 860 del Codice Civile, secondo il quale il contributo consortile deve essere commisurato al beneficio tratto dall’immobile in conseguenza delle opere di bonifica. Per questo motivo, sostengono, la semplice inclusione di un terreno o di un fabbricato nel comprensorio di bonifica non sarebbe sufficiente a giustificare il pagamento del tributo.

«Il Consorzio – afferma il Gruppo Tutela Cittadini – dovrebbe indicare puntualmente gli interventi eseguiti e il collegamento tra tali opere e il vantaggio arrecato al singolo immobile, nel rispetto degli obblighi di motivazione previsti dalla normativa tributaria e dallo Statuto dei diritti del contribuente».

Secondo i legali che affiancano il gruppo, non esisterebbe alcuna presunzione automatica di beneficio derivante dalla semplice appartenenza dell’immobile al comprensorio consortile. Al contrario, l’ente impositore sarebbe tenuto a dimostrare l’effettiva utilità delle opere realizzate, come previsto anche dall’articolo 7, comma 5-bis, del decreto legislativo n. 546 del 1992, che disciplina l’onere della prova nel processo tributario.

A sostegno della propria tesi vengono richiamate numerose pronunce della Corte di Cassazione, tra cui le sentenze n. 13109 del 2020, n. 27469 del 2016 e n. 8960 del 1996, oltre alle ordinanze n. 17759 del 2019 e n. 20902 del 2021. Secondo il Gruppo Tutela Cittadini, tali decisioni confermerebbero che il contributo di bonifica è legittimo soltanto in presenza di un beneficio diretto e specifico per il bene interessato, beneficio che il Consorzio dovrebbe dimostrare già nella fase di emissione dell’avviso.

Il gruppo conclude chiedendo al Consorzio di Bonifica Toscana Nord di rendere gli avvisi di pagamento pienamente trasparenti, specificando le opere eseguite, il criterio di calcolo adottato e il nesso tra gli interventi effettuati e il vantaggio riconosciuto ai singoli immobili.

Parallelamente è stato rivolto un appello ai cittadini che ritengano di aver ricevuto avvisi privi di un’adeguata motivazione affinché trasmettano copia della documentazione al Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica. Le segnalazioni, spiegano i promotori dell’iniziativa, saranno raccolte e portate all’attenzione del Consiglio del Consorzio attraverso un’iniziativa istituzionale promossa dall’On. Maria Teresa Baldini, con l’obiettivo di fare chiarezza sulle modalità di emissione degli avvisi e di garantire, secondo il gruppo, il pieno rispetto dei diritti dei contribuenti.

La presa di posizione apre un nuovo fronte di confronto sul tema dei contributi consortili, destinato a suscitare il dibattito tra cittadini, amministrazioni e Consorzio di Bonifica Toscana Nord.

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