Sfuma all’ultimo momento la trattativa con l’imprenditore genovese. Il presidente Gerini riapre i contatti con altri potenziali acquirenti, mentre cresce il timore che eventuali investitori possano subordinare l’operazione a sostegni e agevolazioni da parte delle istituzioni.

Colpo di scena in casa Massese. Quando tutto sembrava ormai definito, la trattativa per la cessione della società all’imprenditore genovese è improvvisamente saltata.

Il diritto di prelazione concesso ai potenziali acquirenti è scaduto alla mezzanotte del 30 giugno senza essere esercitato e l’atto notarile, che sembrava ormai una formalità, non è mai stato sottoscritto.

L’epilogo lascia sorpresa perché nei giorni precedenti era stata già versata una caparra e tutto lasciava intendere che il passaggio di proprietà fosse ormai imminente. Restano sconosciute le ragioni che hanno portato l’imprenditore ligure a fare un passo indietro proprio sul traguardo. Da entrambe le parti, almeno per il momento, non sono arrivate spiegazioni ufficiali.

Per Gerini significa ripartire praticamente da zero. I contatti con altri possibili investitori dovranno essere riallacciati rapidamente, ma il tempo a disposizione è ormai ridottissimo

Le manifestazioni di interesse, al momento, sembrano provenire soprattutto da imprenditori esterni alla provincia. Un elemento che alimenta le preoccupazioni della tifoseria, anche alla luce delle esperienze degli ultimi anni, quando diverse trattative con soggetti provenienti da fuori città non hanno avuto gli esiti sperati.

Ma c’è anche un altro aspetto che, pur rimanendo lontano dai riflettori, potrebbe incidere sulle future negoziazioni.

Sempre più spesso, infatti, chi valuta l’acquisto di una società calcistica dilettantistica non guarda soltanto ai conti del club, ma anche al contesto nel quale dovrà operare. Non è raro che i potenziali acquirenti chiedano di conoscere in anticipo quale potrà essere il sostegno delle amministrazioni comunali o di altri enti pubblici, sia sotto forma di agevolazioni nell’utilizzo degli impianti sportivi, sia attraverso interventi di riqualificazione delle strutture, collaborazioni istituzionali o altri strumenti capaci di rendere più sostenibile l’investimento.

Naturalmente ogni eventuale richiesta dovrebbe essere valutata nel pieno rispetto delle norme e delle possibilità degli enti locali.

Tuttavia è ormai evidente che, nel calcio moderno, la solidità di un progetto non dipende esclusivamente dal bilancio della società, ma anche dal rapporto che riesce a instaurare con il territorio e con le istituzioni.

La sensazione è che le prossime settimane saranno decisive. La Massese ha bisogno di trovare rapidamente un nuovo proprietario, ma anche un progetto credibile, capace di garantire continuità e stabilità. I tifosi, dopo l’ennesima trattativa sfumata, attendono con crescente apprensione di conoscere quale sarà il futuro della storica società bianconera.