Si è spento a Trieste alla vigilia degli 81 anni. Lascia il ricordo di un servitore dello Stato apprezzato per competenza, equilibrio e rigore istituzionale

Lutto nel mondo delle istituzioni per la scomparsa di Giancarlo Trevisone, ex prefetto di Massa Carrara, morto a Trieste alla vigilia del suo 81° compleanno. I funerali saranno celebrati mercoledì a Modena.

Nato a Roma il 20 giugno 1945, Trevisone si era laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza e aveva intrapreso nel 1973 la carriera nell’amministrazione civile del Ministero dell’Interno, dedicando la propria vita professionale al servizio dello Stato.

La sua esperienza alla guida della Prefettura di Massa Carrara iniziò il 20 dicembre 2000 e si concluse il 30 giugno 2005. Furono anni intensi per il territorio apuano, durante i quali Trevisone si distinse per la serietà, la competenza e la capacità di affrontare con equilibrio le delicate questioni legate all’ordine pubblico, alla sicurezza e ai rapporti con gli enti locali.

Nel corso del suo mandato riuscì a instaurare un dialogo costante con le istituzioni del territorio, guadagnandosi la stima degli amministratori, delle forze dell’ordine e della cittadinanza.

Il suo stile sobrio e autorevole rimane ancora oggi nel ricordo di quanti ebbero modo di collaborare con lui.

La carriera di Giancarlo Trevisone è stata caratterizzata da numerosi incarichi di prestigio. Oltre a Massa Carrara, ha ricoperto il ruolo di prefetto nelle province di Livorno e Palermo, distinguendosi sempre per professionalità e senso delle istituzioni.

. Massa Carrara lo ricorda come un prefetto attento, presente e profondamente legato ai valori della legalità e della buona amministrazione.

A ricordare con affetto il prefetto Giancarlo Trevisone è anche Antenna 3, che durante gli anni del suo mandato a Massa Carrara ebbe l’opportunità di intrattenere con lui rapporti quasi quotidiani.

Di Trevisone resta il ricordo di un rappresentante dello Stato preparato, disponibile, dotato di grande umanità e di una sottile ironia che sapeva stemperare anche i momenti più delicati. Sempre attento alle esigenze del territorio, delle istituzioni e degli operatori dell’informazione, aveva instaurato un rapporto diretto e sincero con la stampa locale.

Un episodio, in particolare, è rimasto impresso nella memoria . Al suo primo incontro ufficiale con la stampa, appena insediato in Prefettura, dopo le presentazioni pronunciò parole che sintetizzavano perfettamente il suo modo di interpretare il ruolo: «Questo è il mio numero di cellulare… segnatelo. Per qualsiasi cosa e in qualsiasi momento… chiamatemi!».

Una disponibilità rara, che negli anni si tradusse in un dialogo costante che contribuì a far apprezzare Trevisone non solo come prefetto, ma anche come persona. Un tratto distintivo che ancora oggi viene ricordato con stima e gratitudine da chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare al suo fianco.