Stop alla Variante Aurelia di Massa. Il Tribunale amministrativo regionale della Toscana ha accolto il ricorso presentato da Enilive Spa, annullando il giudizio positivo di compatibilità ambientale e tutti gli atti conseguenti relativi a una delle opere infrastrutturali più attese del territorio apuano.
La sentenza numero 1280, depositata il 18 giugno, rappresenta un duro colpo per un progetto da circa 45 milioni di euro finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e destinato a modificare in modo significativo la viabilità cittadina, alleggerendo il traffico sull’attuale tracciato dell’Aurelia.

A presentare il ricorso era stata Enilive Spa, proprietaria dell’impianto di distribuzione carburanti situato in via Pellegrini, nei pressi della rotatoria con via del Papino. La realizzazione dell’opera avrebbe infatti comportato la chiusura dell’attività. La società, assistita dall’avvocato Giovanni Francesco Fidone, aveva contestato la legittimità della procedura sotto diversi profili.
Nel pronunciamento, i giudici amministrativi hanno ritenuto fondato il motivo principale del ricorso, relativo al frazionamento dell’opera in più lotti ai fini della Valutazione di impatto ambientale. Secondo il Tar, tale scelta non avrebbe consentito una valutazione complessiva degli effetti dell’intervento, in contrasto con i principi comunitari e nazionali che regolano la materia.
La sentenza evidenzia come il progetto sia stato esaminato separatamente anziché nella sua interezza, impedendo così una corretta analisi dell’impatto ambientale complessivo. Una criticità che, secondo il collegio giudicante, determina l’illegittimità dell’intera procedura autorizzativa.
L’annullamento riguarda gli atti adottati dal Ministero dell’Ambiente, dal Ministero della Cultura, da Anas, dal Comune di Massa, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Massa-Carrara e dagli altri enti coinvolti nell’iter.
La decisione rischia ora di rallentare significativamente il cronoprogramma dell’opera. Proprio nelle ultime settimane il progetto era entrato in una fase cruciale, con la pubblicazione degli atti relativi agli espropri e l’apertura del periodo dedicato alle osservazioni dei cittadini. L’obiettivo era arrivare all’approvazione definitiva e successivamente alla progettazione esecutiva, con l’avvio dei cantieri previsto all’inizio del 2027.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’onorevole Andrea Barabotti, che ha espresso preoccupazione per le conseguenze della sentenza.
«Prendiamo atto con rammarico della decisione del Tar – ha dichiarato – che, pur non mettendo in discussione la necessità dell’opera o gli esiti della Valutazione di impatto ambientale, evidenzia criticità di natura procedurale. Ora saranno le autorità competenti a valutare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato».
Barabotti ha ribadito la valenza strategica della Variante Aurelia per il territorio: «La volontà politica e la visione che stanno alla base di questo intervento non cambiano di un millimetro. Si tratta dell’unica infrastruttura in grado di decongestionare strutturalmente il traffico e ridisegnare la mobilità dell’area apuana, come già avvenuto in molte altre città italiane».
Il deputato ha però riconosciuto che il pronunciamento del Tar apre una fase delicata: «L’iter subisce oggi uno stop forzato che rischia concretamente di compromettere la realizzazione dell’opera, con il pericolo di disperdere anni di lavoro e importanti risorse pubbliche. Per questo sarà fondamentale seguire con attenzione i prossimi sviluppi e tutelare l’interesse della comunità».
Il futuro della Variante Aurelia resta dunque appeso alle prossime decisioni degli enti coinvolti, chiamati ora a valutare se impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato oppure ripercorrere parte dell’iter amministrativo per sanare le criticità evidenziate dai giudici. Una battuta d’arresto che rischia di allungare ulteriormente i tempi di un’opera ritenuta strategica per la viabilità della costa apuana.
