l lavoratore sarebbe stato colpito con calci e pugni dopo aver reclamato il pagamento di due mensilità. . Solidarietà da Giani, Lenzi e Lorenzetti

Avrebbe chiesto il pagamento degli stipendi arretrati e per questo sarebbe stato aggredito dal titolare dell’azienda. È il grave episodio è avvenuto il 1° giugno in una ditta dell’indotto nautico di Massa, dove un operaio di 49 anni sarebbe stato vittima di un’aggressione dopo aver reclamato quanto gli spettava per il proprio lavoro.

Secondo la ricostruzione il lavoratore si era recato dal datore di lavoro per ricevere il pagamento delle mensilità di aprile e maggio, per un importo complessivo di circa 2.200 euro. Alla richiesta, il titolare avrebbe proposto di versare soltanto 300 euro. Di fronte alle proteste del dipendente, la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Sempre secondo quanto riferito l’imprenditore avrebbe reagito con violenza, colpendo il lavoratore con calci e pugni. A evitare conseguenze ancora più gravi sarebbe stato l’intervento di due operai di un’altra azienda presenti sul posto, che sarebbero riusciti a fermare l’aggressione in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.

L’operaio ha successivamente presentato denuncia ed è stato accompagnato al pronto soccorso, dove i medici gli hanno riscontrato contusioni multiple, giudicate guaribili in sette giorni.

La vicenda ha suscitato immediate reazioni nel mondo politico e istituzionale.

«Chiunque si renda autore di violenze su un lavoratore che chiede legittimamente di vedere pagato il proprio stipendio va condannato pesantemente e non merita di essere definito imprenditore» hanno dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi.

I due esponenti della giunta regionale hanno espresso solidarietà al lavoratore coinvolto e auspicato che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto. Giani e Lenzi hanno inoltre richiamato l’attenzione sui problemi legati al sistema degli appalti e dei subappalti e sui fenomeni di sfruttamento lavorativo che, secondo loro, richiedono una riflessione approfondita da parte delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, Gianni Lorenzetti.

«Quanto accaduto a Massa è un fatto gravissimo e profondamente preoccupante – ha dichiarato –. Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e solidarietà al lavoratore coinvolto. Se i fatti riportati dovessero trovare conferma, ci troveremmo di fronte a un episodio inaccettabile che colpisce principi fondamentali del nostro ordinamento: il diritto a un lavoro dignitoso, il rispetto della persona e la legalità nei luoghi di lavoro».

Lorenzetti sottolinea come essere aggrediti per aver chiesto il pagamento del proprio stipendio rappresenti un attacco diretto alla dignità del lavoratore e ai valori stessi su cui si fonda il mondo del lavoro.

«Il tema del lavoro, della legalità e della sicurezza deve tornare al centro delle priorità del Paeseconclude il consigliere regionale –. Dalla Toscana deve arrivare una risposta chiara e ferma contro ogni forma di sfruttamento, abuso e violazione dei diritti dei lavoratori».

Sulla vicenda sono ora in corso gli accertamenti delle autorità competenti, chiamate a ricostruire con precisione quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità.