Apuane Libere denuncia un “atto intimidatorio”: danneggiate le vetture dei partecipanti all’iniziativa sull’impatto delle cave. Andrea Tagliasacchi, presidente del Parco Alpi Apuane: “Fatti gravissimi e inaccettabili. Nessuno può essere intimidito per le proprie idee”
Una giornata nata per promuovere la conoscenza e il confronto sul futuro delle Alpi Apuane si è conclusa con un episodio che ha suscitato sconcerto e indignazione. Oltre quaranta automobili sono state vandalizzate al termine della camminata organizzata domenica dall’associazione Apuane Libere nella Valle dell’Orto di Donna, tra le province di Lucca e Massa Carrara.
All’iniziativa hanno partecipato più di 300 persone, tra cittadini, escursionisti, rappresentanti di associazioni ambientaliste e consiglieri regionali, con l’obiettivo di osservare direttamente sul territorio gli effetti dell’attività estrattiva e aprire un confronto pubblico sul futuro della montagna apuana.
Al rientro dall’escursione, però, molti partecipanti hanno trovato le proprie vetture parcheggiate nei pressi del rifugio Donegani danneggiate. Carrozzerie rigate, scritte offensive tracciate sulle auto, specchietti retrovisori spezzati e sportellini dei serbatoi divelti: questo il bilancio dell’episodio che ha coinvolto più di quaranta mezzi.
«Si tratta di un fatto grave, gravissimo», ha dichiarato il presidente di Apuane Libere, Marco Giudici, che non ha esitato a definire quanto accaduto «un’intimidazione di stampo mafioso» contro chi porta avanti battaglie per la tutela del territorio.
Secondo quanto riferito dall’associazione, nei giorni precedenti la manifestazione erano già comparsi sui social network commenti e messaggi minacciosi nei confronti degli organizzatori. Per questo motivo era stata informata preventivamente la Questura. La mattina stessa della camminata, un gruppo di persone si sarebbe presentato nei pressi del luogo di ritrovo, oltre una sbarra che delimitava l’area interessata dall’escursione, rivolgendo insulti e minacce ai partecipanti.
«Avevamo segnalato alle forze dell’ordine il clima che si stava creando – spiega Giudici –. La nostra era una manifestazione pacifica e autorizzata. Durante il percorso siamo stati accompagnati da due carabinieri e, una volta scoperti i danneggiamenti, sul posto sono intervenute ulteriori pattuglie. Della vicenda è stata informata anche la Digos».
La camminata era partita intorno alle 9.30 dal rifugio Donegani e aveva attraversato la Valle dell’Orto di Donna e la zona delle cave, in un itinerario durato circa tre ore. Solo durante il pranzo i partecipanti sono stati avvisati di quanto stava accadendo nel parcheggio.
All’iniziativa erano presenti anche i consiglieri regionali Diletta Fallani, Lorenzo Falchi e Massimiliano Ghimenti, intervenuti per approfondire sul campo le problematiche legate all’escavazione nelle Apuane.
Duro il commento diffuso dall’associazione e condiviso anche da esponenti istituzionali: «Nessuno può pensare di condizionare il dibattito pubblico attraverso la paura, le minacce o i danneggiamenti. In una democrazia il dissenso si esprime con il confronto delle idee, non con atti intimidatori e vigliacchi».
Apuane Libere ha annunciato che verrà presentata una denuncia e che sarà chiesto al Prefetto di Massa Carrara di mantenere alta l’attenzione sull’accaduto. Anche i proprietari delle vetture danneggiate si stanno attivando per formalizzare le segnalazioni alle autorità competenti.
L’episodio riaccende così il dibattito sul delicato tema dell’escavazione nelle Alpi Apuane, ma soprattutto solleva interrogativi sul clima di tensione che può accompagnare il confronto pubblico su questioni che riguardano il territorio.
Le indagini delle forze dell’ordine sono ora finalizzate a individuare i responsabili dei danneggiamenti.
Andrea Tagliasacchi, presidente del Parco Alpi Apuane: “Fatti gravissimi e inaccettabili. Nessuno può essere intimidito per le proprie idee”
“Condanno con la massima fermezza i gravi episodi avvenuti in Val Serenaia – spiega Andrea Tagliasacchi, presidente dell’Ente parco regionale delle Alpi Apuane -. I danneggiamenti alle auto dei partecipanti alla manifestazione sono atti inaccettabili che colpiscono non solo le persone coinvolte, ma il principio stesso del confronto democratico”.
“Nessuna divergenza di opinioni – continua Tagliasacchi – può mai giustificare intimidazioni o danneggiamenti. Chiunque deve poter esprimere le proprie idee e partecipare a iniziative pubbliche senza timori o pressioni”.
“Esprimo piena solidarietà a chi ha subito i danni e auspico che venga fatta rapidamente chiarezza sull’accaduto, individuando i responsabili – conclude il presidente -. Ancora di più e a maggior ragione, il Parco continuerà a svolgere il proprio ruolo istituzionale di garante e promotore del confronto e del dialogo, nel rispetto della legge e della trasparenza: il confronto civile è l’unica strada possibile per affrontare questioni complesse come quelle che riguardano il territorio delle Apuane.”
