Restano divieti su alcolici e chiusura dei locali all’una dopo i fatti di piazza Palma

Restano in vigore le restrizioni sulla movida nel centro cittadino e nelle aree sensibili di Massa dopo i tragici fatti di piazza Palma, dove nella notte tra l’11 e il 12 aprile aveva perso la vita Giacomo Bongiorni.

Con una nuova ordinanza, la numero 76, il sindaco Francesco Persiani ha prorogato fino a domenica 7 giugno le misure già adottate nelle scorse settimane per contenere situazioni di rischio legate alla movida notturna.

Resta quindi confermato il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche dalle ore 20 nei negozi, così come il divieto, dalle 22, di consumare bevande in contenitori di vetro nelle aree pubbliche della città.

Confermata anche la chiusura obbligatoria dei pubblici esercizi all’una di notte, con una tolleranza di trenta minuti concessa agli esercenti esclusivamente per il ritiro di tavoli, sedie e altre attrezzature presenti sul suolo pubblico, che dovranno comunque risultare inutilizzabili dopo tale orario.

Il cosiddetto “coprifuoco” della movida, inizialmente previsto fino al 31 maggio, viene dunque esteso di un’ulteriore settimana. Una decisione che l’amministrazione comunale ha motivato con il previsto aumento di presenze in città durante il ponte del 2 giugno e nel successivo fine settimana.

Secondo quanto spiegato dal Comune, l’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza pubblica in attesa della nuova riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dal Prefetto di Massa Carrara.

Nel frattempo forze dell’ordine e polizia locale intensificheranno i controlli sul territorio per verificare il rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza.

Per i trasgressori sono previste sanzioni penali ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, oltre alle eventuali responsabilità civili e penali in caso di danni a persone o cose.

L’ordinanza è stata trasmessa alla Prefettura, alla Questura, ai Carabinieri e alle associazioni di categoria del commercio per garantirne la massima diffusione tra operatori e cittadini.