“Sono tre anni che il Museo Guadagnucci non ha un direttore, dal 27 Dicembre 2022 quando la Dott.ssa Compalati diede le dimissioni.
Il Sindaco Persiani si è fatto vanto di aver speso tre milioni di euro in cultura appena due giorni fa in Consiglio comunale, dimenticando però di dire che l’assessora alla cultura non riesce a dare soluzione a questa carenza di organico.
Siamo al secondo bando fatto da questa amministrazione per conferire tale incarico e questa volta mi auguro si riesca a individuare una figura che possa operare per valorizzare il museo e il parco” dichiara Bennati.
“Voglio ricordare al Sindaco, che si domandava in aula quali fossero i centri di aggregazione chiusi dalle sue amministrazioni guardando l’assessore Mangiaracina, si è dimenticato di averne chiuso, ad esempio, proprio uno al parco della Rinchiostra.
Persiani ha scelto di puntare su un modello di parco escludente, non inclusivo rispetto al quartiere puntando su un modello culturale fatto di eventi elitari quindi non accessibili a tutti” rimarca Bennati.
Il Polo Progressista e di Sinistra vuole ricordare all’amministrazione comunale che la difficoltà a trovare un direttore per il museo è anche frutto di un incarico che richiede molti requisiti, ma con una retribuzione misera. Si potrebbe dire “salario da fame” se si trattasse di assunzione diretta e non di prestazione da lavoro autonomo; gli 851 euro netti al mese del futuro direttore lo renderanno più povero della precedente direttrice visto che il compenso forfettario lordo da 14.000 euro non recupera neppure l’inflazione.
Arriviamo poi nel campo dell’assurdo se confrontiamo le qualifiche, le competenze richieste dal bando e le mansioni che dovranno essere svolte da chi assumerà l’incarico. Neppure l’assessora alla cultura del Comune di Massa ha un tale livello di competenze ma percepisce una indennità di carica annuale di 69.552 euro lorde.
Siamo di fronte a vere e proprie disuguaglianze nella remunerazione del lavoro culturale da parte dell’amministrazione Persiani.
La cultura dà da mangiare, ma è evidente come non siano coloro che ci lavorano direttamente ogni giorno a poterlo fare.
