Si è conclusa con la liberazione di un frosone e cinque storni nella riserva naturale statale di Montefalcone, in provincia di Pisa, l’operazione “Kevin 1”, condotta dai carabinieri forestali contro il fenomeno del bracconaggio di uccelli selvatici nel territorio apuano e lunigianese.

L’attività investigativa, coordinata dal nucleo investigativo provinciale forestale con il supporto dei nuclei di Massa, Fivizzano e Pontremoli, ha portato alla denuncia di quattro persone: tre residenti a Massa e una a Filattiera, in Lunigiana.

Nel corso dei controlli finalizzati al contrasto dell’uccellagione illegale, i militari hanno scoperto numerosi esemplari di avifauna detenuti abusivamente, reti per la cattura degli uccelli, richiami elettronici vietati e strumenti utilizzati per contraffare gli anelli identificativi degli animali.

I primi due indagati, due uomini massesi di 49 e 52 anni, sono stati trovati in possesso di centinaia di uccelli appartenenti a 16 specie differenti. Tra queste figurano anche specie protette dalla Convenzione di Berna, come frosone, cardellino, lucherino, pettirosso, verdone e zigolo nero, oltre all’usignolo del Giappone, tutelato dalla Convenzione internazionale di Washington sulle specie in via d’estinzione.

Secondo quanto accertato dai Forestali, otto uccelli presentavano anelli identificativi visibilmente manomessi, mentre altri 226 esemplari ne erano completamente privi. Durante le perquisizioni sono stati inoltre rinvenuti strumenti per alterare i sigilli identificativi, trappole a scatto, reti da uccellagione e richiami acustici elettronici vietati dalla normativa venatoria.

I due uomini sono stati denunciati per contraffazione di pubblici sigilli e strumenti di certificazione, uso di strumenti contraffatti, uccellagione, utilizzo illecito di richiami acustici e detenzione di specie protette.

Un terzo indagato, un uomo di 74 anni residente a Massa, è stato sorpreso con una rete da uccellagione lunga sei metri tesa in una zona boscata e con un esemplare di usignolo del Giappone utilizzato come richiamo vivo.

Il quarto denunciato, anch’egli 74enne, residente a Filattiera, custodiva nella propria proprietà una rete da cattura lunga circa dieci metri e alta tre, oltre a tre gabbie-trappola destinate alla cattura di piccoli e medi mammiferi. Nell’area sono stati rinvenuti anche due tordi bottacci, due usignoli del Giappone, un cardellino e un fringuello, tutti catturati illegalmente.

Tutto il materiale utilizzato per l’attività di bracconaggio – comprese le reti, i richiami elettronici e gli strumenti per la contraffazione degli anelli – è stato posto sotto sequestro insieme agli esemplari di fauna selvatica recuperati.

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