Storico bomber del calcio italiano degli anni Settanta, dopo la carriera da goleador guidò anche Carrarese e Massese in panchina, contribuendo alla crescita del calcio locale tra gli anni Novanta e Duemila.
Si è spento a Bergamo, dopo una lunga malattia, Beppe Savoldi, uno dei centravanti più prolifici e rappresentativi del calcio italiano degli anni Settanta.
Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, Savoldi ha segnato un’epoca grazie al suo straordinario fiuto del gol, alla forza fisica e a una notevole abilità nel gioco aereo che lo resero uno degli attaccanti più temuti della sua generazione.
Il suo nome rimane indissolubilmente legato al trasferimento record del 1975 dal Bologna al Napoli, operazione che fece scalpore e gli valse il soprannome di “Mister due miliardi”, primo grande passaggio milionario nella storia del calcio italiano. Un momento simbolico che segnò l’inizio del calcio moderno anche sotto il profilo economico.
La carriera di Savoldi era iniziata con l’Atalanta, dove esordì in Serie A nel 1965, imponendosi rapidamente come attaccante completo e affidabile. Negli anni successivi costruì una carriera ricca di gol e prestazioni decisive, diventando uno dei volti più riconoscibili del panorama calcistico nazionale.
Conclusa l’esperienza da calciatore, Savoldi intraprese un lungo percorso in panchina tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Duemila, guidando diverse squadre tra Serie C1 e C2. Tra queste anche realtà molto legate al territorio apuano, dove lasciò un ricordo ancora vivo.
Particolarmente significativo fu il suo passaggio alla guida della Carrarese, allenata negli anni Novanta, (1989/1990) periodo in cui portò esperienza e professionalità in una fase delicata per la società azzurra, contribuendo alla crescita tecnica della squadra e alla valorizzazione di giovani calciatori. Successivamente sedette anche sulla panchina della Massese (1993/1994), esperienza che consolidò ulteriormente il suo legame con il calcio locale, distinguendosi per serietà, competenza e grande attenzione al lavoro quotidiano. Nell’annata 1992/1993 allenò anche lo Spezia
Nel corso della carriera da allenatore guidò inoltre club come Lecco, Leffe, Siena, Spezia e Telgate, confermandosi figura rispettata e apprezzata per la profonda conoscenza del gioco e per il profilo umano sempre discreto.
Con la scomparsa di Beppe Savoldi se ne va non solo un grande bomber, ma un protagonista autentico del calcio italiano, capace di attraversare epoche diverse del pallone lasciando tracce importanti sia nei grandi stadi della Serie A sia nei campi della provincia, dove continuò a trasmettere passione e competenza alle nuove generazioni
