Dura condanna: «Messaggi di odio che richiamano la violenza e avvelenano il clima politico» Marco GUIDI ““Un altro messaggio macabro nei confronti di Giorgia Meloni”
Questa notte a Massa è comparsa l’ennesima scritta inquietante nel centro della città: “Meloni appesa”, accompagnata da un simbolo anarchico. Non è una bravata né una provocazione innocua. È un messaggio che richiama esplicitamente la violenza e l’eliminazione fisica di un avversario politico.
Non è purtroppo la prima volta che episodi di questo tipo accadono a Massa. Ancora una volta i muri del nostro centro storico vengono imbrattati con messaggi di odio. È uno sfregio non solo al decoro della città, ma anche al clima civile che dovrebbe caratterizzare la vita pubblica di una comunità.
In una democrazia parole di questo tipo dovrebbero suscitare una condanna immediata e senza ambiguità. E invece troppo spesso accade il contrario: davanti a episodi di questo genere cala il silenzio. In particolare da sinistra, dove raramente si sentono prese di distanza chiare quando il bersaglio è un avversario politico.
Il problema non è soltanto chi, di notte, imbratta un muro con una bomboletta. Il problema è il clima che si crea quando messaggi di odio vengono minimizzati, ignorati o lasciati scivolare via senza una condanna netta. Anche il silenzio comunica qualcosa. E quando il silenzio riguarda minacce di morte o richiami alla violenza, quel silenzio finisce per legittimare un clima pericoloso.
C’è anche una responsabilità educativa. Se si lascia passare l’idea che evocare l’impiccagione di un avversario politico sia tollerabile, si trasmette un messaggio devastante alle nuove generazioni: che l’odio possa sostituire il confronto e che la violenza simbolica sia un linguaggio politico accettabile.

Non si può poi ignorare un altro aspetto: da tempo una parte della sinistra sembra cavalcare questo clima di radicalizzazione del linguaggio politico, alimentando una narrazione che trasforma l’avversario in un nemico assoluto. È una strategia che punta a mobilitare consenso e a riappropriarsi di una parte dell’opinione pubblica attraverso la contrapposizione permanente e l’esasperazione dei toni.
In questo contesto si inserisce anche la pressione esercitata negli ultimi anni contro strumenti fondamentali dello Stato di diritto, come il 41 bis. Con Fratelli d’Italia al governo lo Stato ha dimostrato di non voler cedere ai ricatti di anarchici e delinquenti che vorrebbero piegare le istituzioni attraverso la violenza o l’intimidazione. La certezza della pena e il rispetto delle regole non sono negoziabili: sono pilastri della sicurezza e della convivenza civile.
La politica dovrebbe essere il luogo del confronto tra idee, anche duro, ma sempre dentro i confini del rispetto e della democrazia. Normalizzare messaggi che evocano la morte dell’avversario significa indebolire quei confini.
Per questo è necessario dirlo chiaramente: episodi come questo non sono accettabili e devono essere condannati senza esitazioni. Sempre. Indipendentemente da chi sia il bersaglio. Perché quando la violenza entra nel linguaggio politico, prima o poi rischia di uscire dai muri e diventare qualcosa di molto più grave.
Coordinamento comunale fdi
“L’odio contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – scrive L’On. Alessandro Amorese – continua attraverso le azioni di ‘coraggiosi’ della sinistra radicale che, a Massa, persistono a minacciarla nascondendosi dietro ad una bomboletta spray. I muri del centro storico, anche questa volta, sono stati imbrattati da un gran numero di scritte aggressive che invitano alla violenza contro la premier.
Ricordiamo a coloro che vigliaccamente continuano ad impiegare il loro tempo in questo modo, che il solo risultato che ottengono è quello di mortificare i muri di una città che appartiene a tutti e che, in primis a Giorgia Meloni, non provocano alcuna reazione. Siamo ormai più che abituati a queste aggressioni e a questo odio feroce, anche in forma di vernice. che non ci intimidiscono, lo accettino questi graffitari anonimi, perchè ci confermano che la forza di Fratelli d’Italia tra la gente, in Italia come sul territorio apuano, è sempre più grande”. Lo scrive, in una nota, il deputato apuano di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese.
Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Guidi.
“Un altro messaggio macabro nei confronti di Giorgia Meloni, un’altra riprova dell’odio e dell’intolleranza che anima la sinistra radicale. Sempre più minoritari e incapaci di accettare la crescita e il radicamento di Fratelli d’Italia, periodicamente sfogano la loro frustrazione vergando sui muri offese e minacce contro il Presidente del Consiglio, quasi a voler testimoniare a essi stesso la loro triste esistenza. Iniziative che non vanno tuttavia derubricate a semplice vandalismo, ma espressioni di un linguaggio d’odio purtroppo non nuovo a Massa e in Toscana e che non deve trovare cittadinanza, né qui né in nessun altro luogo”.
