In occasione della Giornata Internazionale della Donna, WISTA Italy e Federazione del Mare, con il supporto di Crédit Agricole Italia e di aziende del settore marittimo sponsor dell’iniziativa (Grendi, Lockton P.L. Ferrari, RINA e Vado Gateway), lanciano un Osservatorio sulla presenza femminile dal titolo “Donne per la Blue Economy”, con l’obiettivo di approfondire il ruolo e il contributo delle donne nel settore marittimo italiano e, più in generale, di favorire una lettura strutturata e condivisa delle dinamiche che caratterizzano l’economia del mare.

Al fine di fotografare la reale presenza femminile nella Blue economy, il progetto di Federazione del Mare e Wista Italy mira a:

  • costituire un osservatorio permanente sulla presenza femminile nel settore e promuovere ricerche quantitative e qualitative sull’impatto delle diversità di genere nel mondo marittimo.
  • evidenziare e promuovere le storie di donne di mare di successo per ispirare le nuove generazioni a intraprendere i lavori del mare
  • lavorare sulla formazione delle donne del settore per aiutarle a crescere verso le posizioni apicali con programmi di leadership e di formazione finanziaria

La raccolta dei dati e le analisi necessarie per realizzare l’indagine sono state affidate a Prometeia – primaria società di consulenza e ricerca economica, con una consolidata esperienza nello studio dei settori produttivi e delle filiere industriali. Dopo una prima analisi preliminare per delineare un quadro strutturato dei principali comparti della Blue Economy, mettendone in evidenza dimensioni, caratteristiche economiche e occupazionali e alcune criticità nella partecipazione femminile, il confronto diretto con chi opera quotidianamente nel settore, arricchirà le analisi con informazioni di contesto, esperienze e punti di vista che difficilmente trovano spazio nelle statistiche ufficiali.

Costanza MussoMario Mattioli

“Il progetto nasce dalla consapevolezza che la Blue Economy rappresenta un ambito strategico per il sistema produttivo nazionale – afferma Mario Mattioli, Presidente della Federazione del Maree che, in questo momento, caratterizzato da profondi cambiamenti in termini di innovazione tecnologica, transizione energetica, evoluzione delle competenze, nonché gravi crisi geopolitiche e conflitti, il tema della valorizzazione del capitale umano sia sempre più centrale. In questo contesto, la partecipazione femminile costituisce una leva potenziale di sviluppo, innovazione e crescita, oltre che un tema di equità.

“Nei settori in cui operano le aziende del cluster marittimo italiano – afferma Costanza Musso Presidente di Wista Italyvi è ancora una forte connotazione maschile e sono ancora molto poche le donne presenti nei ruoli apicali pubblici e privati del settore marittimo. Inoltre, considerato che nei due Rapporti IMO-Wista International, del 2021 e del 2024, sulla presenza femminile nella blue economy, purtroppo, l’Italia non è mai riuscita a fornire un campione rappresentativo e non risulta quindi nel Survey: con tale Osservatorio intendiamo supplire a questa lacuna fornendo i dati italiani per la prossima edizione della Survey e superare lo stereotipo che “il settore marittimo non è per le donne”.