Si allarga l’inchiesta sui fatti del 3 ottobre scorso a Massa, quando un corteo di manifestanti organizzato dalla Cgil si concluse con il blocco della stazione ferroviaria e un sit-in sui binari che fermò la circolazione dei treni.
Nei giorni scorsi sono stati notificati altri 13 avvisi di conclusione delle indagini, che si aggiungono ai 37 già emessi nei mesi precedenti. Complessivamente sono quindi 50 le persone che rischiano ora il processo con l’accusa di interruzione di pubblico servizio e blocco ferroviario.
La manifestazione, organizzata a sostegno della Global Sumud Flotilla, si era conclusa con l’occupazione dei binari della stazione di Massa da parte dei manifestanti, gesto che aveva provocato l’interruzione della circolazione ferroviaria e l’intervento delle forze dell’ordine.
Dura la reazione della Cgil, che ha annunciato una battaglia legale contro quello che definisce un provvedimento ingiusto. Il sindacato contesta infatti il decreto utilizzato per contestare i reati ai nuovi indagati, definendolo «illiberale, discriminatorio e a tratti criminogeno».
«Chiederemo ai giudici che ci giudicheranno – si legge in una nota della Cgil – di sollevare la questione di legittimità costituzionale del decreto, per iniziare a restituire al mittente almeno uno dei numerosi attacchi sferrati dal governo italiano ai principi fondamentali dello Stato di diritto».
Il sindacato ha inoltre fatto sapere che, nel caso in cui si arrivi al rinvio a giudizio degli indagati, la Cgil Toscana è pronta a proclamare uno sciopero generale.
