A Viareggio, per una volta, il proverbio “chi controlla i controllori?” ha trovato una risposta semplice: si controllano da soli. E pure bene.

Nella mattinata di ieri gli agenti della Polizia Municipale hanno infatti sequestrato un’automobile parcheggiata in divieto di sosta durante un normale controllo nel centro cittadino. Nulla di particolarmente insolito, se non fosse per un dettaglio non proprio secondario: l’auto apparteneva all’assessore alla Polizia Municipale, Rodolfo Salemi, 36 anni, titolare proprio della delega agli stessi agenti intervenuti.

Una scena che, se fosse stata scritta per una commedia, probabilmente sarebbe stata giudicata poco credibile. E invece è accaduta davvero.

Secondo quanto emerso, la BMW dell’assessore si trovava parcheggiata in uno stallo dove la sosta era vietata. Pare che gli agenti al momento non sapessero chi era il proprietario dell’auto. Un’irregolarità che ha attirato l’attenzione degli agenti impegnati nei consueti controlli. Da lì, la verifica è proseguita come da manuale: controllo documenti, accertamenti e — colpo di scena — assicurazione scaduta.

A quel punto non c’erano alternative. Senza tentennamenti e nel pieno rispetto delle normative vigenti, gli agenti hanno proceduto al sequestro immediato del veicolo e alla sua rimozione dalla carreggiata, applicando la legge con impeccabile imparzialità, anche quando il proprietario dell’auto sedeva — almeno metaforicamente — dall’altra parte della scrivania.

Una dimostrazione pratica del principio secondo cui le regole valgono per tutti, assessori compresi.

La vicenda si è comunque risolta rapidamente: già nel pomeriggio di ieri Salemi ha provveduto a regolarizzare la posizione assicurativa pagando la polizza mancante, riportando così la situazione alla normalità.

Resta però l’immagine, destinata probabilmente a entrare negli aneddoti cittadini, di una pattuglia della Municipale che sequestra l’auto del proprio assessore di riferimento. Una scena che, tra ironia e senso civico, racconta forse meglio di tante campagne istituzionali cosa significhi davvero applicare le regole senza guardare in faccia nessuno.

E a Viareggio qualcuno già scherza: almeno stavolta nessuno potrà dire che i controlli non funzionano.