Arrestati e condannati un uomo e una donna ultracinquantenni. L’indagine della Polizia di Stato ha portato alla luce sfruttamento della prostituzione, immigrazione clandestina e riciclaggio. Coinvolte altre 15 persone

Indagine partita da movimenti sospetti sul litorale

Sono stati arrestati dalla Polizia di Stato e successivamente condannati con rito abbreviato dal Tribunale di Massa un uomo e una donna, entrambi ultracinquantenni, ritenuti responsabili a vario titolo di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e riciclaggio di denaro.

L’uomo, italiano originario e residente nel Pratese, e la donna, di origine sudamericana, avrebbero gestito una rete organizzata di attività illecite. Nell’ambito dell’operazione sono state denunciate in stato di libertà altre quindici persone.

Le indagini hanno preso avvio durante i consueti controlli sul territorio disposti dalla Questura apuana per garantire la sicurezza pubblica. Gli agenti hanno notato un insolito via vai in alcune abitazioni isolate nella zona marina del Cinquale, località particolarmente frequentata durante il periodo estivo.


Ricostruita una rete organizzata di sfruttamento

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno avviato un’approfondita attività di monitoraggio, analizzando segnalazioni e movimenti sospetti, soprattutto nelle ore notturne. Il meticoloso lavoro di ricostruzione degli spostamenti e dei contatti degli indagati ha consentito di accertare l’esistenza di un giro di prostituzione pubblicizzato tramite inserzioni online.

Secondo quanto emerso, l’organizzazione sfruttava anche donne extracomunitarie irregolari e operava su un territorio più ampio, estendendo la propria attività fino alla provincia di Lucca, con incontri a domicilio dei clienti anche nella zona di Forte dei Marmi.

Gli imputati avrebbero strutturato un sistema articolato, prendendo in affitto appartamenti spesso da proprietari ignari, attraverso intermediari improvvisati. Accertato anche l’utilizzo di carte prepagate per riciclare i proventi delle prestazioni sessuali.


Matrimoni di comodo e false assunzioni

Nel corso delle indagini sono emersi ulteriori elementi legati agli stratagemmi utilizzati da alcune donne coinvolte per regolarizzare la propria posizione sul territorio italiano. Tra questi figurano matrimoni di comodo e false assunzioni lavorative finalizzate a evitare l’espulsione. Tali circostanze hanno portato alla denuncia di altri soggetti non direttamente collegati all’attività di prostituzione.


Arresti e condanne

Alla luce delle prove raccolte durante l’attività investigativa, durata diversi mesi, l’Autorità giudiziaria ha disposto le misure cautelari nei confronti dei due principali indagati, che dopo gli interrogatori di garanzia sono stati trasferiti negli istituti penitenziari di Firenze e Prato.

Il procedimento si è concluso con il giudizio abbreviato: per la donna è stata inflitta una condanna a tre anni e otto mesi di reclusione, mentre per l’uomo la pena stabilita è stata di due anni.

L’operazione “Touch&Go” rappresenta un ulteriore intervento delle forze dell’ordine nel contrasto alle attività illegali legate allo sfruttamento della prostituzione e all’immigrazione irregolare sul territorio apuano e versiliese.