Michelotti, La Porta e Capecchi: “Solidarietà totale agli agenti aggrediti. Presenteremo un documento in ogni assise locale: le istituzioni scelgano se stare con lo Stato o con i criminali dei centri sociali”
«Le immagini che arrivano da Torino, dove un corteo in difesa del centro sociale Askatasuna si è trasformato in una vera e propria guerriglia urbana con una caccia all’uomo contro le Forze dell’Ordine, sono intollerabili». È la dura presa di posizione di Fratelli d’Italia Toscana dopo i violenti scontri avvenuti nel capoluogo piemontese.
In una nota congiunta, l’onorevole Francesco Michelotti, coordinatore regionale di FdI Toscana, Chiara La Porta, capogruppo in Consiglio regionale, e Alessandro Capecchi, responsabile Enti Locali del partito, parlano senza mezzi termini di «terrorismo di piazza», esprimendo «totale, ferma e incondizionata solidarietà alla Polizia di Stato e a tutti gli agenti feriti, vittime di un vile linciaggio squadrista perpetrato da vigliacchi a volto coperto».
Gli esponenti di Fratelli d’Italia annunciano inoltre iniziative politiche concrete. «Non ci limiteremo alla condanna verbale – dichiarano –. Presenteremo in ogni Consiglio comunale della Toscana una mozione urgente per esprimere solidarietà agli agenti e impegnare le amministrazioni a prendere le distanze in modo netto da qualsiasi realtà, associazione o centro sociale che ammicchi a queste frange violente». Per FdI, sottolineano, «è finito il tempo delle ambiguità: o si sta con i servitori dello Stato, o si sta con i delinquenti che li assaltano con bombe carta e martelli».
Particolare attenzione viene rivolta a quanto accaduto all’agente Alessandro Calista, «pestato brutalmente in dieci contro uno mentre era a terra».
Un episodio che, secondo Michelotti, La Porta e Capecchi, rappresenta «un atto criminale che richiede una risposta esemplare». Da qui l’appello a individuare rapidamente i responsabili e a punirli «con la massima severità, senza sconti o attenuanti».
«La Toscana non resterà a guardare – concludono –: porteremo la voce della legalità in ogni comune, affinché le istituzioni siano un baluardo contro la violenza anarchica e antagonista e non concedano mai più spazi o agibilità politica a chi odia la divisa».
