Istituto comprensivo Tifoni di Pontremoli al comprensivo Ferrari; l’istituto Massa VI al Malaspina di Massa; a Carrara il liceo scientifico Marconi accorpato all’istituto Zaccagna-Galilei.
È ufficiale l’elenco degli accorpamenti scolastici in Toscana per l’anno scolastico 2026/2027. Il decreto è stato pubblicato sul sito dell’Ufficio scolastico regionale ed è stato firmato da Luciano Tagliaferri, direttore dell’Usr Toscana, nominato commissario ad acta dal Governo per portare a termine il processo di riorganizzazione della rete scolastica al posto della Regione Toscana, giudicata “inadempiente”.
Nel documento si legge che «sono recepite le modifiche alla rete scolastica per l’anno scolastico 2026/2027 adottate dal Commissario ad acta» e che «l’Ufficio scolastico regionale provvederà all’adeguamento sul sistema informativo del Ministero per gli istituti scolastici interessati».
In totale gli accorpamenti previsti sono sedici e interessano diverse province toscane, con una concentrazione maggiore nel territorio lucchese.
Nel dettaglio:
- Provincia di Lucca: 4 accorpamenti
- Provincia di Massa Carrara: 3
- Provincia di Pistoia: 3
- Città metropolitana di Firenze: 2
- Provincia di Grosseto: 2
- Provincia di Siena: 2
Per quanto riguarda la provincia di Massa Carrara, il decreto dispone che l’Istituto comprensivo Tifoni di Pontremoli venga accorpato al comprensivo Ferrari; l’istituto Massa VI confluisca nel Malaspina di Massa; mentre a Carrara il liceo scientifico Marconi venga accorpato all’istituto Zaccagna-Galilei.
Nella provincia di Lucca, l’Istituto comprensivo di Bagni di Lucca sarà accorpato al comprensivo di Borgo a Mozzano; quello di Montecarlo al comprensivo statale di Porcari; il liceo classico Carducci di Viareggio allo scientifico Barsanti e Matteucci; a Pietrasanta l’istituto Don Lazzeri-Stagi confluirà nell’istituto Carlo Piaggia.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio processo nazionale di razionalizzazione della rete scolastica, che punta a ridurre il numero delle autonomie per adeguarle ai parametri fissati dal Ministero, suscitando però preoccupazioni e critiche nei territori coinvolti per le possibili ricadute su studenti, famiglie e personale scolastico.
