-a scorrere traduzione in italiano –

Muntignoso i se scorda dei 100 anni della Peffana

Cari Muntignusin, asson me, la Peffana.

Sci, proprio queja Peffana. Queja da jghjusci aperti, con la granata el miccio, le scarpe rotte…un pò stracca siguro, ma con una mente che, a ve lo garantiscio, al funziona anche mo ben. 

Aj’è per questo mutiuo che a ve scriuo.

Quest’anno a ho compito cent’anni. 100!

I me pare un numero importante, TONDO, de quei che de solito i fanne vinì voghjia de recordà, de festeggià, o perlomeno de dì “oh, la Peffana!”…E invece…gnente! Un ho sintuto vola’ una mosca. Tutti zitti. Eppure, a me permetto de dillo, de Sindachi che a ho cunusciuto, a ce n’è stati… A n’haro’ visti passà neghj’anni? Che  ne dite? Donne, omi. Gioini e pieni d’ entusiasmo, qualchidun già nauigato. A tutti quei che ighj’hanne cumpiuto cent’anni, i sindachi i l’hanne festeggiati, e a pensauo che qualchidun, el 6 gennaio, i se podesse rammenta’ de una vecchjia come me che da oramae da un secolo al ven a Muntignoso. Eppure, tanti fanti e tante gioenotte a l’ho visti cresce, fasse una famighjia. Un son mai mancata un anno. A l’ha capite la me sconsolazion, ormae a son vecchia, a m’aspettao  una cunsiderazion degna dei me anni. Invece neanche un bicchiero de vin de quel bon, neanche un bajetto, una cantata.

A ho mirato ben, prima de scrive questa lamenteja…

De su a giù, de lungo en largo.

Gnente da fa!

Le piazze aj’erene vote….

Le vie senza striscion…

Insomma, do o tre volte a ho fatto auanti e areto… 

A ho penzato “magari ighj’hanne cambiato posto… 

Magari i s’aretrouene più tardio”.

Bona… 

E a me ne son duuta renda’ a ca’, con ighj’orecchji a brendalon…

A voghjio, pero’, rengrazià quei fanti che i cantane. Quei sci, che ogni anno, per arrivà al 6 de gennaio, i caminene per le vie del paeso portando allegria e recordandome come a se deue: con gioa, con affetto. E po’ la cantata de quest’anno, a m’ha fatto proprio commouere… tanti mutiui, tanti ricordi, tanti me cari amichi che a porto nel core. A son sigura che finché i ce siranne, quei fanti i porteran auanti sorrisi, baji e alligria. Ajora a lo volete sapè che a penzo e a ve dico… auanti con le nove leue, ‘nzeme a queje vecchie. A ve saluto, me a son sempre la Peffana, un pò pò a me la son presa, a m’e’ proprio dispiaciuto… 

Ma a ve prometto che a continuerò a vini’ a Muntignoso…

Voaltri lasciate e iuscjio aperto, e addobbate le vie. A lo dico principalmente a queji che ighj’ hanne la memoria curta.

Con affetto.

La vostra Pefana, che ‘nzeme a la so granata, nonostante l’età, a reggia ‘nche mo i colpi.

TRADUZIONE IN ITALIANO

La Pefana compie 100 anni e Montignoso si dimentica

L’amata vecchina, affida a una lettera la propria amarezza per non aver celebrato a Montignoso il centenario in piazza il 6 gennaio

Cari montignosini, 

sono io, la Befana.

Sì, proprio quella Befana!

Quella dalle porte aperte, con la scopa, l’asino, le scarpe rotte…

Certamente un pò stanca, ma con una mente, che vi garantisco, funziona ancora bene.

E’ questo il motivo per cui vi scrivo: quest’anno ho compiuto cent’anni. 100!

Mi sembra un numero importante, una cifra tonda. Una ricorrenza  che fa venir voglia di ricordare, di festeggiare, o perlomeno di esclamare “Oh la Pefana”!

E invece niente, non ho sentito volare una mosca. Un gran silenzio.

Eppure, mi permetto di dirlo, sindaci ne ho conosciuti tanti… Ne avrò visti passare nel corso degli anni? Cosa ne dite? Donne, uomini, giovani pieni di entusiasmo ed altri ben più esperti. I cittadini centenari del comune, sono sempre stati festeggiati dai sindaci e per tale ragione, pensavo che il sei gennaio qualcuno si potesse ricordare di una vecchia come me, che ormai da un secolo fa visita a Montignoso. Eh sì che ho visto crescere tanti ragazzi e ragazze, nascere molte famiglie. Non sono mai mancata un anno! La comprendete la mia amarezza? Ormai sono vecchia e mi aspettavo una considerazione degna della mia età. Invece neanche un bicchiere di vino, di quello buono; neanche un balletto, una canzone. Prima di scrivere questa mia rimostranza, ho cercato bene. In lungo e largo, dappertutto. Niente da fare! Piazze vuote e strade spoglie, prive di addobbi. Insomma, due o tre volte ho fatto avanti e indietro, rimuginando: “magari hanno cambiato zona? Quest’anno si ritroveranno in un orario diverso?”

Buonanotte…!!! Me ne sono dovuta tornare a casa abbacchiata, mogia mogia.

Tuttavia, voglio ringraziare quei ragazzi che cantano. Quelli sì, che per arrivare al sei gennaio camminano per le strade del paese, portando allegria. Ricordandomi in modo adeguato: con gioia, con affetto. E poi, la canzone di quest’anno…

mi ha fatto particolarmente commuovere: tante motivazioni, tanti ricordi, tanti cari amici che porto nel cuore. Sono certa che finchè esisteranno ragazzi che terranno viva la tradizione, saranno garantiti sorrisi, balli e allegria. E allora, volete sapere qual è il mio pensiero: “avanti le nuove leve insieme a quelle più vecchie”! 

Vi saluto, sono sempre la Befana… 

Beh, un pochino me la sono presa, sono amareggiata. 

Ma vi prometto che continuerò a venire a Montignoso.

Lasciate le porte aperte e decorate le strade! 

Lo ricordo, in particolar modo, a quelle persone che hanno la memoria corta. 

Con affetto.

La Befana

che insieme alla sua scopa, nonostante l’età, continua ad avere le spalle larghe.