In carcere il medico legale Maurizio Ratti e il presunto intermediario Guatieri, nel pomeriggio e domani in Procura gli altri tre indagati ai domiciliari. L’inchiesta coinvolge complessivamente 108 persone

Sono iniziati questa mattina, venerdì 16 gennaio, i primi interrogatori di garanzia nell’ambito della maxi inchiesta della Procura di Massa Carrara sulle presunte irregolarità nel riconoscimento delle invalidità civili. Un’indagine che, a partire dal blitz scattato all’alba di mercoledì, ha avuto un forte impatto sul territorio e che oggi entra in una fase decisiva.

Il giudice per le indagini preliminari è in carcere per ascoltare i due indagati colpiti dalle misure cautelari più gravi. Si tratta di Maurizio Ratti, medico legale dell’Asl Toscana Nord Ovest ed ex consulente della Procura, e di Elio Guatieri, pensionato indicato dagli inquirenti come uno dei presunti intermediari tra i cittadini in attesa della certificazione di invalidità e lo stesso Ratti.

Il medico legale, difeso dall’avvocato Paolo Bertoncini, è ritenuto dagli investigatori il fulcro del presunto sistema: avrebbe sfruttato il proprio ruolo di dirigente della commissione medico-collegiale per orientare l’esito delle pratiche sanitarie in cambio di denaro.

Nel corso della giornata, e tra il pomeriggio di oggi e la mattinata di domani, compariranno invece in Procura gli altri tre indagati sottoposti agli arresti domiciliari: Anna Santinami, psichiatra livornese e coordinatrice della sanità dell’Asl Nord Ovest; Marco Lazzini; e Giovanni Giusti, consigliere comunale di maggioranza a Massa, eletto nella lista civica a sostegno del sindaco Persiani e difeso dall’avvocato Alessandro Maneschi. Anche per loro l’interrogatorio rappresenterà il primo confronto diretto con le accuse formulate dalla Procura.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura apuana, ipotizza l’esistenza di un sistema strutturato di indebiti favoritismi nelle procedure per il riconoscimento dell’invalidità civile, finalizzato all’ottenimento di benefici assistenziali, previdenziali e lavorativi – dagli assegni mensili alle indennità di accompagnamento, fino ai contrassegni per la sosta dei disabili – in cambio della corresponsione di somme di denaro. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione e falso in atto pubblico.

Le dimensioni del procedimento sono rilevanti. Oltre ai cinque destinatari delle misure cautelari, risultano iscritte nel registro degli indagati altre 103 persone, perlopiù pazienti o familiari di pazienti anziani che, secondo l’accusa, avrebbero pagato per ottenere certificazioni favorevoli. Le singole posizioni sono ora al vaglio degli inquirenti e saranno valutate caso per caso nelle prossime settimane.

L’indagine ha preso avvio nel 2024, a seguito della denuncia di una donna alla quale non era stata riconosciuta l’invalidità civile. Da quell’esposto sarebbero scattate intercettazioni, accertamenti e verifiche che hanno portato, secondo la Procura, alla ricostruzione di un quadro articolato di presunte irregolarità, confluito in un’ordinanza cautelare di oltre 200 pagine.

Gli interrogatori di queste ore saranno centrali per delineare le responsabilità individuali e per comprendere se e come gli indagati intendano rispondere alle accuse.

Come ricordato dalla Procura, per tutti vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.