La sbarra non punisce i cittadini, si paga solo per il tempo utilizzato- La risposta del Comune alla Consigliera Bennati

L’installazione della sbarra elettronica con esazione automatizzata presso il parcheggio dell’ex Intendenza di Finanza non è una “nuova tassa”, ma un salto di qualità nella gestione della sosta urbana.

Prima di tutto, è una questione di equità. A differenza del parcometro tradizionale, che costringe il cittadino a “indovinare” quanto tempo resterà parcheggiato, la sbarra consente il pagamento a consuntivo: si paga esattamente per i minuti o le ore effettivamente utilizzate. Niente biglietti scaduti mentre si è in fila in un ufficio, niente credito residuo regalato al Comune. Un sistema matematico, trasparente, che riduce le frizioni tra cittadini e amministrazione.

In secondo luogo, la sbarra è un deterrente reale contro l’evasione. I cosiddetti “furbetti” del parcheggio trovano finalmente un limite fisico chiaro: senza pagamento, la sbarra non si alza. Questo significa eliminare di fatto la sosta abusiva e ristabilire una regola uguale per tutti.

Il risultato è anche una minore necessità di controlli da parte degli ausiliari del traffico e una forte riduzione dell’occupazione selvaggia dei posti auto. Il rispetto dei tempi favorisce la rotazione, e più rotazione significa più possibilità di parcheggio per tutti e maggiore vivibilità dell’area.

È bene chiarire un punto fondamentale: la gestione resta interamente pubblica. Il Comune mantiene il pieno controllo sugli incassi, sulla loro destinazione e, soprattutto, sulla politica tariffaria, che può essere modulata con criteri sociali e territoriali, non imposti da soggetti privati.

Proprio per questo, la tecnologia della sbarra è pienamente compatibile con la tradizione del parcheggio libero durante le festività. Il sistema consente, con un semplice comando, di tenere le sbarre alzate in giorni e orari prestabiliti, oppure di applicare tariffe zero (ad esempio per le prime ore), continuando comunque a monitorare i flussi. Nessuna rigidità, nessuna penalizzazione per cittadini e commercianti.

La scelta di mantenere la gestione diretta e confermare la gratuità nei periodi strategici è una precisa azione di marketing territoriale. In un contesto in cui i centri storici competono con grandi centri commerciali dotati di parcheggi gratuiti, il Comune sceglie di fare il facilitatore, non l’esattore.

Infine, l’integrazione di stalli riservati non è solo un obbligo di legge, ma una scelta di civiltà. In un parcheggio automatizzato e gestito direttamente dal Comune, la progettazione e la gestione di posti per disabili e parcheggi rosa possono essere definite e ottimizzate dagli uffici tecnici fin dall’inizio, garantendo che il diritto alla mobilità sia concreto e non solo dichiarato.

Le polemiche strumentali non cambiano i fatti: questo intervento migliora l’equità, riduce gli abusi e restituisce ordine e funzionalità a un’area strategica della città.