la segnalazione di Stefano Benedetti
La ricapitalizzazione di Evam per 750 mila euro non si può fare. A stabilirlo sarebbe la normativa vigente in materia di partecipate pubbliche, che non consentirebbe l’operazione nei termini prospettati. Una scelta che, se confermata, potrebbe avere conseguenze dirette per chi l’ha sostenuta e approvata.
Nel merito, infatti, rischiano in prima persona i consiglieri comunali che hanno votato la delibera di ricapitalizzazione, oltre al Segretario generale del Comune di Massa, che ha espresso parere favorevole all’atto.
Una responsabilità non solo politica, ma potenzialmente anche amministrativa e contabile.
Secondo i rilievi sollevati, l’intervento finanziario non rispetterebbe i requisiti previsti dalla legge per il sostegno economico alle società partecipate, esponendo l’ente a un possibile danno erariale. Proprio per questo motivo, la vicenda è ora destinata a finire all’attenzione della Corte dei Conti, chiamata a valutare la correttezza dell’operazione e l’eventuale sussistenza di profili di responsabilità.
Il passaggio alla magistratura contabile apre uno scenario delicato per il Comune di Massa e per l’amministrazione coinvolta, in un momento in cui la gestione delle società partecipate è sottoposta a controlli sempre più stringenti.
L’esito delle verifiche della Corte dei Conti sarà decisivo per chiarire se la ricapitalizzazione di Evam possa essere considerata legittima o se, al contrario, l’operazione dovrà essere annullata con tutte le conseguenze del caso.
In attesa delle determinazioni della Corte, il tema resta al centro del dibattito politico cittadino, con interrogativi sulla correttezza delle procedure adottate e sulla tutela delle risorse pubbliche.
