Non ci sono segni di violenza sul corpo di Ombretta Bresciani, la 53enne di Massa trovata senza vita all’alba di mercoledì nel greto del fiume a San Pietro Vara, nel Comune di Varese Ligure. L’autopsia eseguita ieri all’ospedale San Martino di Genova dall’anatomopatologo Rosario Barranco ha confermato che sul corpo della donna non risultano lesioni compatibili con un’aggressione, né tracce di colluttazione o tentativi di difesa.

Sono stati prelevati campioni per le analisi tossicologiche, ma per i risultati sarà necessario attendere alcune settimane.

Intanto, il sostituto procuratore di Genova Eugenia Menichetti ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio, una pista che tuttavia la famiglia respinge con forza.

L’ex marito di Ombretta, Aurelio Cima, esclude categoricamente che la donna potesse aver scelto un gesto estremo: “Non aveva alcun motivo”, ha dichiarato. I due avevano parlato poche ore prima della scomparsa, in una telefonata serena, e anche l’ultimo messaggio inviato da Ombretta al figlio Gianluigi non lasciava presagire nulla di insolito.

È stato proprio il figlio a lanciare l’allarme, non vedendola rientrare e non riuscendo a contattarla. Sapeva che la madre si trovava a San Pietro Vara, luogo per lei familiare, dove negli anni aveva costruito amicizie . L’accordo era di rivedersi già nella serata di lunedì.

Ombretta, da poco diventata nonna, era molto legata al nipotino: nel suo ultimo sms lo aveva salutato con affetto. Nonostante la separazione tra lei e l’ex marito, i rapporti familiari erano rimasti buoni e la gestione dell’attività di ristorazione proseguiva in armonia. Ombretta era conosciuta e apprezzata per le sue doti di cuoca.

Le indagini proseguono. I carabinieri del comando provinciale, guidati dal colonnello Alessandro Firinu, continuano ad ascoltare amici e parenti, ricostruendo le ultime ore della donna. Lunedì sera Ombretta aveva cenato con alcune persone del posto e, una volta rientrata a casa, si era cambiata indossando abiti più comodi. Poi, inspiegabilmente, sarebbe uscita di nuovo senza portare con sé il telefono, che ad oggi non è ancora stato recuperato dagli investigatori.

Dopo ore di ricerche, il corpo è stato ritrovato nel fiume. La famiglia si è affidata all’avvocato Edoardo Truppa del foro spezzino, che tuttavia non ha nominato un perito di parte per assistere alle operazioni autoptiche.

Resta ora da chiarire cosa sia accaduto in quelle ore e perché Ombretta abbia lasciato la sua abitazione senza il cellulare. Un elemento, questo, che continua a rappresentare uno dei punti più oscuri della vicenda.