La Conferenza Zonale per l’Istruzione boccia la delibera regionale sul ridimensionamento: “Penalizza i Comuni montani e le aree più fragili”

Arriva un deciso e compatto “no” dai sindaci della Lunigiana al piano di ridimensionamento scolastico previsto dalla Regione Toscana per l’anno 2026/2027.
La Conferenza Zonale per l’Istruzione della Lunigiana, riunitasi ieri, ha infatti deliberato di non ottemperare alla delibera della Giunta Regionale n. 1553/2025, con la quale sono stati riapprovati gli indirizzi per la riorganizzazione della rete scolastica in attuazione del PNRR.

Una presa di posizione ferma e condivisa da tutti i Comuni lunigianesi, che denunciano come i criteri fissati dalla Regione siano gravemente lesivi dei diritti e degli interessi dei territori montani e periferici.

“Montanità sottovalutata e criteri penalizzanti”

Tra i punti maggiormente contestati dai sindaci figurano la sottovalutazione della montanità, il limite di un solo accorpamento per Comune e le deroghe concesse ad alcune tipologie di istituti.
Secondo gli amministratori locali, questi parametri non rispondono alle reali esigenze delle comunità scolastiche della Lunigiana e rischiano di impoverire ulteriormente territori già fragili, dove la scuola rappresenta spesso l’unico presidio sociale e culturale.

“Le scelte della Regione – sottolineano i sindaci – vanno in direzione opposta rispetto alle politiche di contrasto allo spopolamento e di valorizzazione dei piccoli borghi, come quelle avviate con il progetto Toscana Diffusa. Non si può parlare di rilancio delle aree interne e contemporaneamente smantellare i servizi essenziali, a partire dalle scuole.”

Attesa per la decisione della Conferenza provinciale

Il compatto fronte dei sindaci lunigianesi lancia così un segnale forte alla Conferenza provinciale per l’Istruzione, che si riunirà nei prossimi giorni per discutere la questione.
L’auspicio è che anche in quella sede prevalga una posizione di difesa dei territori montani, spingendo la Regione Toscana a rivedere gli indirizzi per la riorganizzazione scolastica.

Possibile ricorso del Comune di Pontremoli

Nel frattempo, il Comune di Pontremoli ha già annunciato l’intenzione di impugnare ogni eventuale decisione difforme, qualora non venissero tutelati i principi di equità e di pari accesso al diritto all’istruzione.

A rendere il quadro ancora più incerto è l’attesa pronuncia della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità sollevata dalla stessa Regione Toscana contro l’articolo 19, comma 5-quater del Decreto Legge 98/2011, che disciplina proprio il tema del dimensionamento delle istituzioni scolastiche.

In un momento in cui l’Italia si interroga sul futuro della scuola e sui modi per garantire pari opportunità educative anche nei territori marginali, la Lunigiana fa sentire la sua voce, chiedendo rispetto, ascolto e giustizia territoriale