Intervento da 11 milioni di euro affidato al raggruppamento Serveco–Fedele di Donato. Obiettivo: riportare l’area alla sua naturalità dopo decenni di degrado ambientale
È arrivato il via libera definitivo alla bonifica della Buca degli Sforza, uno dei siti orfani più critici della Toscana, al confine tra Massa e Montignoso. L’appalto, del valore complessivo di 11 milioni di euro finanziati dal Pnrr, è stato aggiudicato al Raggruppamento Temporaneo di Imprese Serveco e Fedele di Donato, che si occuperà di restituire all’area la sua originaria naturalità.
L’intervento, che rientra nel programma europeo Next Generation EU, rappresenta uno dei progetti di risanamento ambientale più rilevanti dell’intera regione. Al bando hanno partecipato otto imprese, ma l’aggiudicazione è avvenuta per un importo effettivo di circa 8,2 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori somme tecniche e accessorie.
Rimozione di 35 mila metri cubi di rifiuti contaminati
Il progetto prevede la rimozione di circa 35.000 metri cubi di rifiuti industriali contaminati, accumulati tra il 1968 e il 1995, parte dei quali classificati come materiali “corrosivi”. Le operazioni di scavo e di smaltimento saranno condotte con particolare attenzione alla sicurezza e alla tutela ambientale, sotto il monitoraggio costante di Arpat e Asl Toscana Nord Ovest.
L’area, situata a valle dell’aeroporto del Cinquale, è stata per decenni un ricettacolo di materiali di risulta e scarti industriali che hanno compromesso il suolo, pur senza un impatto significativo — secondo le analisi — sulla falda acquifera sottostante.
Un’area che tornerà ad essere naturale
Il progetto non si limiterà alla bonifica, ma prevede un vero ripristino ambientale e paesaggistico. Terminata la rimozione dei rifiuti, la Buca degli Sforza tornerà a svolgere la sua funzione originaria di specchio d’acqua retrodunale e cassa di espansione dei corsi d’acqua Canal Magro e Fosso del Sale.
Per consentire le operazioni di scavo in sicurezza, sarà necessario modificare temporaneamente il percorso dei due corsi d’acqua. A fine lavori, l’area — circa 27 mila metri quadrati, di cui oltre 10 mila oggi occupati da materiali di deposito — verrà restituita alla collettività come zona umida naturale, con funzione ecologica e di protezione idraulica.
Tempi e prospettive
La durata stimata del cantiere è di due anni e mezzo. Tutte le fasi operative sono state approvate in Conferenza dei Servizi dalla Regione Toscana, con il parere favorevole degli enti tecnici coinvolti.
Con questo intervento, la Buca degli Sforza si avvia finalmente verso una nuova vita, chiudendo una pagina lunga decenni di degrado e diventando un esempio concreto di come i fondi europei del Pnrr possano essere trasformati in rigenerazione ambientale e rinascita del territorio.
