Un giovane leccio è stato messo a dimora nel piazzale antistante l’ingresso dell’ospedale Apuane di Massa, simbolo di vita e di un impegno condiviso per la salute e l’ambiente. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale “Un albero per la salute”, promosso dall’Arma dei Carabinieri – Raggruppamento Biodiversità in collaborazione con la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI).

L’obiettivo è diffondere il principio del “One Health – Una sola salute”, che riconosce l’interconnessione tra la salute umana, quella animale e quella dell’ambiente.

Alla cerimonia di piantumazione erano presenti il direttore dell’ospedale Giuliano Biselli, il direttore della struttura di Medicina Interna Simone Fusaro, il Tenente Colonnello Cristiano Berretta del Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica, l’Appuntato Scelto Giorgio Mercanti e Fabrizio Fantini, operaio OTI.

Prima della cerimonia ufficiale, una breve presentazione ha illustrato il progetto e i suoi obiettivi.
«Grazie anche da parte della direzione aziendale all’Arma dei Carabinieri e a FADOI per questa donazione, simbolo di vita – ha detto il dottor Biselli –. È un messaggio importante per la qualità dell’ambiente e dell’aria che respiriamo. Mi fa piacere che i nostri professionisti diventino parte attiva nella promozione di questa idea, che guarda al futuro».

Il Tenente Colonnello Berretta ha ricordato che «questo è il terzo anno di messa a dimora di piante allevate nei nostri vivai. Il leccio di oggi rappresenta un simbolo concreto del legame tra tutela ambientale e salute pubblica. Ogni pianta donata agli ospedali contribuisce a creare un vero e proprio bosco diffuso della biodiversità italiana».

Anche il dottor Fusaro, per FADOI, ha sottolineato l’importanza del progetto: «Partecipiamo con convinzione a questa iniziativa, che unisce la tutela della qualità della vita e l’uso sostenibile degli ecosistemi. La salute dell’uomo è indissolubilmente legata a quella del pianeta e di tutte le sue forme di vita».

Un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, che unisce scienza, ambiente e solidarietà, ricordando che prendersi cura della natura significa anche prendersi cura di noi stessi.