L’associazione denuncia la decisione della Provincia: “Un bene storico unico nel territorio comunale, restaurato con fondi pubblici e mai valorizzato. Sarebbe un errore svenderlo ancora una volta”.

AL Presidente della Provincia di Massa Carrara

p.c.   Sindaco di Massa

Oggetto: Messa all’asta del Mulino di Canevara

Egregio Presidente,

     apprendiamo dalla stampa che il Mulino di Canevara  andrà all’asta il 18 novembre  per 70mila euro.

    La notizia è francamente sconvolgente.  Questo infatti  è l’unico mulino ancora esistente nel territorio comunale  con le macine e le ruote  ed è facilmente riattivabile  tanto  che la stessa Provincia a suo tempo  lo acquistò da privati e  ripristinò la goretta di alimentazione dal Frigido con una spesa  certo molto superiore a 70mila euro ( non vogliamo entrare nei dettagli )

    Poi altro non fece se non affidare l’edificio a titolo gratuito all’Associazione Giovani Esploratori Apuani.

    Appunto nulla fece per rendere operativo il mulino che poteva essere un richiamo turistico e un’operazione economica visto che  tanto si parla della Filiera del Castagno e c’erano, e ci sono, cittadini disposti a prendere in carico il mulino per macinare le castagne anziché dover andare in  Garfagnana.

    Ci sembra proprio che questa operazione faccia il paio con quella che qualche anno fa vide la Provincia  comprare la Concia al Borgo del Ponte per poi farla andare in rovina e rivenderla a meno della metà. Per non parlare dell’acquisto da parte del Comune di Massa della Cartiera di Canevara poi malamente venduta a privati a prezzo stracciato  e  ora abbandonata. Tanto paga Pantalone….

    In sintesi, Le chiediamo di riflettere meglio e stralciare il mulino dai beni messi all’asta.

Italia Nostra

IL PRESIDENTE BRUNO GIAMPAOLI