Alla Biblioteca diocesana i due autori presentano Amarcord e Chi ha ucciso Raffaello, tra memorie familiari e intrighi rinascimentali.
Dialoghi d’autore alla Biblioteca diocesana, in via dei Colli 2, dove venerdì 3 ottobre alle ore 18 verranno presentati i libri Amarcord (CN Edizioni), di Giammarco Puntelli e Chi ha ucciso Raffaello (Editore Industria & Letteratura) di Alberto Sacchetti.
Sarà Silvana Cannoni a dialogare con i due autori. Brani dei due libri saranno letti da Alessandra Brenzini e Massimo Norti. L’evento è organizzato dall’associazione “Dal libro alla solidarietà” in collaborazione con Laav, Surus, Biblioteca Diocesana e Compagnia dei lettori apuani.
Il filo rosso che unisce le due opere è l’amore. “Amarcord” è il romanzo d’esordio di Giammarco Puntelli, giornalista, critico d’arte e autore di saggistica d’arte contemporanea.
Attraverso le vicende di una famiglia di Carrara, l’autore racconta importanti eventi dell’Italia accaduti tra il 1953 e il 2024. La storia di questa famiglia, molto simile a quella di tante altre, nella quale regna l’amore, si sviluppa in varie parti della penisola nell’arco di settant’anni visti da uomini e donne che attraverso momenti felici e preoccupazioni, lacrime e nostalgia sono andati avanti con coraggio e determinazione lungo la strada della loro esistenza scoprendo il significato più profondo del senso della vita. Il libro, che parla anche di curiosità, porta il lettore su un cammino di riflessioni da richiamare alla mente al bisogno. Il racconto scalda il cuore e riporta a galla racconti di famiglia.
“Chi ha ucciso Raffaello”, è il giallo storico scritto dal giornalista Alberto Sacchetti. Nelle pagine del libro arte, amore, misteri, rivalità fra artisti e intrighi si intrecciano per dar vita a una storia ambientata nella Roma, nella Firenze e nella Massa del primo ventennio del 1500.
Il giallo rinascimentale si muove tra avventure amorose, misteri nascosti da Pico della Mirandola fra le mura del castello Malaspina, sopra Massa, e impegni artistici che portano Raffaello a Roma dove riceve un biglietto di minacce che lo convince ad avvalersi di un investigatore: Tommaso Ferrone. A 37 anni, il 6 aprile del 1520, Raffaello muore nel suo letto tra le braccia della sua adorata Margherita Luti detta la Fornarina. Da quel momento inizia un’indagine da parte di Ferrone che terrà il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina dove l’arcano si rivelerà.
