Grande soddisfazione per la scuola secondaria di I grado “Moroello Malaspina”: il cortometraggio “Ciò che resta” ha ottenuto una prestigiosa menzione di merito al concorso nazionale “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne”, che ha visto in gara oltre 240 lavori provenienti da scuole di tutta Italia.
Il riconoscimento è stato consegnato a Venezia, in occasione dell’82ª edizione della Mostra del Cinema. A ritirare il premio la dirigente scolastica Carmen Menchini, insieme alle alunne Aurora e Sara, in rappresentanza di tutti i ragazzi e le ragazze del Laboratorio Teatrale che, nell’anno scolastico 2024-2025, hanno ideato, disegnato e realizzato il film.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, collegato in streaming, e della Ministra per le Pari Opportunità Eugenia Roccella. È intervenuto anche Gino Cecchettin, padre di Giulia, vittima di femminicidio, che ha sottolineato l’importanza di educare i giovani al rispetto e di trasmettere un segnale forte contro la violenza di genere.
Il progetto non è stato solo un esercizio creativo, ma un vero percorso formativo. Sotto la guida delle docenti Paola Biagioni, Alessandra Fruzzetti e Lorena Ginocchi, con il contributo del professore di arte e immagine Andrea Ferrari, gli studenti hanno affrontato temi complessi con maturità e sensibilità, trasformandoli in una narrazione cinematografica capace di emozionare e far riflettere.
Diretto da Ines Cattabriga e presentato in anteprima lo scorso giugno al Teatro Guglielmi, il film non si limita a denunciare la violenza sulle donne, ma diventa uno strumento educativo per formare le coscienze e promuovere il rispetto reciproco.
«Questo riconoscimento – sottolineano dalla scuola – premia non solo il prodotto artistico, ma l’intero percorso che ha portato alla sua realizzazione. Il Laboratorio Teatrale è la dimostrazione che un’educazione di qualità nasce anche fuori dalle aule tradizionali, stimolando creatività, collaborazione e senso critico».
Il successo di “Ciò che resta” è quindi il segno concreto dell’impegno di un’intera comunità scolastica che, attraverso l’arte, sceglie di trasmettere valori umani e sociali fondamentali per le nuove generazioni.
