Il sindaco: «Se investisse in uno stabilimento balneare sarebbe un regalo per Marina. Turismo per tutti, dal Twiga alle sagre di paese»

Immaginate Andrea Bocelli che, oltre a incantare il mondo con la sua voce, decidesse di mettere il suo nome su uno stabilimento balneare della Marina. Fantascienza? Forse. Ma per il sindaco Alberto Giovannetti non è un’ipotesi da scartare: «Se Bocelli volesse investire sul nostro litorale – ha detto – lo accoglierei a braccia aperte».

Una provocazione? Più che altro una visione. Perché mentre a Forte dei Marmi si discute se gli stabilimenti debbano o meno ospitare boutique, spettacoli e gallerie d’arte, Giovannetti non ha dubbi: «Qui non si parla di ridimensionare niente, anzi. Marina di Pietrasanta deve essere un mosaico che tiene insieme eccellenza e tradizione. Dal Twiga al Franco Mare, fino ai bagni delle famiglie che da generazioni mandano avanti la nostra spiaggia».

Il sindaco difende un concetto di turismo a 360 gradi, senza esclusioni: «C’è posto per chi cerca il lusso e per chi si accontenta di una proposta più semplice. La forza del nostro litorale è proprio questa: non omologarsi, ma offrire alternative».

E se qualcuno solleva lo spettro della concorrenza ai ristoranti e alle discoteche, la risposta è tagliente: «Allora bisognerebbe dire lo stesso delle sagre. Pensiamo al Ponte: dura settimane e richiama migliaia di persone. Ma chi può vietarlo? Le sagre sono legittime, e così devono esserlo tutte le forme di imprenditorialità».

La cornice sarà il nuovo Piano di Utilizzo degli Arenili, atteso entro fine anno, che – promette il sindaco – «riqualificherà ulteriormente l’offerta, rispettando decoro e regole».

Resta il nodo delle aste e della vendita degli stabilimenti: «So che diversi concessionari vorrebbero cedere – ammette Giovannetti – ma acquirenti veri e pronti non se ne vedono molti. Per questo penso che avere grandi imprenditori interessati non possa che fare bene».

Insomma, tra sogni (un Bocelli balneare), realtà consolidate (Twiga e Franco Mare) e famiglie che da sempre presidiano l’arenile, la scommessa di Pietrasanta è quella di restare una piazza vivace, con il turismo come palcoscenico. Magari, perché no, con un’aria lirica in sottofondo.