Il Tribunale autorizza la chiamata in causa della STEMA Srl: la nave era noleggiata “a scafo nudo” al momento dell’incidente nel porto di Marina di Carrara

È stata rinviata al prossimo 24 giugno l’udienza relativa al procedimento di accertamento tecnico preventivo (ATP) promosso in seguito all’incidente che ha coinvolto la nave GUANG RONG della SEA COMMANDER demolendo parte del pontile di Marina di Massa, e che ha sollevato interrogativi sulla dinamica dei fatti e sulle responsabilità civili e tecniche.

Questa mattina, davanti al Presidente Dott. Giuntoli del Tribunale competente, si sono presentati in aula i rappresentanti legali delle parti interessate.

A costituirsi in giudizio sono stati: la SEA COMMANDER Srl, proprietaria dell’unità navale coinvolta, assistita dagli avvocati Vaudo e Paggini del foro di Livorno; il P&I Steamship Mutual Underwriters Ltd, compagnia assicurativa di protezione e indennizzo, rappresentata dallo Studio Legale Siccardi Bregante di Genova; e la Capitaneria di Porto di Marina di Carrara, in rappresentanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, difesa dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Genova.

Durante l’udienza è emerso un elemento chiave: la nave SEA COMMANDER, al momento dell’evento dannoso, risultava noleggiata “a scafo nudo” alla STEMA Srl, società con sede a Mestre (VE). Questo tipo di contratto implica che la nave, pur rimanendo di proprietà della SEA COMMANDER Srl, sia nella piena disponibilità del noleggiatore, il quale assume integralmente la gestione tecnica e operativa dell’unità, comprese le responsabilità per la condotta dell’equipaggio e la sicurezza della navigazione.

Sulla base di questa dichiarazione, ritenuta rilevante per accertare le responsabilità dirette dell’evento, il giudice ha autorizzato la chiamata in causa della STEMA Srl per l’udienza del 24 giugno 2025, al fine di integrare il contraddittorio e garantire la partecipazione di tutti i soggetti potenzialmente responsabili.

L’incidente, al centro del procedimento, ha avuto conseguenze rilevanti sia dal punto di vista materiale che regolamentare. Anche se i dettagli tecnici dell’evento non sono stati ancora resi pubblici integralmente, risulterebbero coinvolti danni a strutture portuali e possibili irregolarità nelle operazioni di ormeggio o manovra. Le attività di indagine sono finalizzate ad accertare eventuali omissioni o negligenze, sia sotto il profilo marittimo che amministrativo.

L’udienza di giugno sarà quindi decisiva per chiarire le circostanze del sinistro e per stabilire, in via preliminare, su chi ricadano le responsabilità giuridiche, propedeutiche all’eventuale instaurazione di un procedimento civile risarcitorio.

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