È in corso la procedura per la chiusura della Casa Rossa a Montignoso, una ex casa cantoniera in autogestione da oltre 12 anni da attivisti e associazioni locali.
L’Anas, proprietaria dell’immobile, ha avviato la richiesta di sgombero in seguito all’interrogazione parlamentare presentato dal deputato di Fratelli d’Italia, Alessandro Amorese, rivolta ai ministri Piantedosi e Salvini. L’interrogazione ha fatto pressione sul Ministero delle Infrastrutture, portando Anas a procedere con la notifica dello sgombero.
La vicenda nasce dal tentativo, mai concretizzato, del Comune di Montignoso di acquisire l’immobile, le cui richieste economiche da parte di Anas sono state considerate troppo elevate. Così, l’occupazione della Casa Rossa, che ha ospitato negli anni numerose attività culturali e sociali, si trova ora a rischio di chiusura.
Fratelli d’Italia, tramite il suo coordinatore provinciale Marco Guidi, ha espresso soddisfazione per il ripristino della legalità, criticando la gestione autonoma della struttura da parte della sinistra antagonista. Al contrario, gli attivisti della Casa Rossa Occupata difendono la loro esperienza come un bene comune, aperto al territorio e promotore di iniziative culturali e sociali. Tra le attività ospitate, si citano una foresteria per emergenze abitative, una sala prove, laboratori per bambini e progetti legati all’agricoltura locale.
Anche esponenti politici come Marco Grimaldi, vice capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, si sono schierati contro lo sgombero, proponendo di trasformare la Casa Rossa in un bene comune regolarizzato, mentre l’Usb ha definito lo sgombero come un attacco a un’ esperienza sociale radicata.
Gli attivisti hanno ricevuto un preavviso di 10 giorni per lasciare l’immobile, in attesa di ulteriori sviluppi.
