I mezzi della Guardia Costiera fermi davanti alla sede di Arpat in via del Patriota. Un’indagine in corso, condotta insieme ai carabinieri, alla ricerca di alcune possibili irregolarità in alcuni documenti. Al momento le bocche sono cucite e non ci sono notizie di eventuali iscrizioni di dipendenti o altre persone nel registro degli indagati.
Durante la mattina di ieri è andata avanti la ricerca di alcuni documenti, carte, autorizzazioni all’interno degli uffici   dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. E pare che quel che si cerca dalla procura siano documenti che riguardano questioni concernenti le cave.
Secondo le fonti tutto dovrebbe essere partito dalle segnalazioni circa alcune segnalazione arrivate in procura al riguardo di pratiche poco corrette nella gestione degli scarichi industriali. Insomma, di problemi di sversamenti del residuo dell’attività gestito in maniera poco corretta e di un problema inerente ai controlli.
Non si sa però, e a proposito le bocche sono cucite, se l’attività d’indagine coinvolge anche l’operato di Arpat o se si tratta semplicemente di un accertamento riguardo a certi documenti in possesso dell’agenzia.
Quel che è certo è che i controlli delle forze dell’ordine sono andati avanti per un certo tempo, con il recupero di una discreta quantità di documenti conservati negli archivi. Ma sul resto, vista l’attività d’indagine in corso, c’è il più stretto riserbo da parte degli inquirenti. Il procuratore Aldo Giubilaro, contattato da Il Tirreno, spiega che si è trattato della necessità di «entrare in possesso e conoscere alcuni documenti, ma niente di eclatante». Smentendo anche lui la presenza d’indagati a seguito dell’attività d’indagine predisposta. L’attività di perquisizione e ispezione negli uffici Arpat si è conclusa nella mattinata di ieri, con l’acquisizione di alcuni documenti da parte della procura riguardo a situazioni inerenti all’attività industriale in cava. Indagini, quelle sulle cave, che sono al centro del lavoro del pool appositamente creato in procura. 

il tirreno