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lunedì, 23 luglio, 2018

https://www.antenna3.tv/2018/07/23/ultimo-santo-e-relativa-reliquia-per-il-centenario-di-borgo-del-ponte/

Mediavideo Antenna3

ULTIMO SANTO E RELATIVA “RELIQUIA” PER IL CENTENARIO DI BORGO DEL PONTE

di  Redazione web

Ci sono santi venerati in modo “trasversale” in chiese cristiane sorelle, per motivi diversi:

ad esempio alcuni santi venerati prima dello scisma di oriente tra Costantinopoli e Roma (gli apostoli ed i santi di quella che viene chiamata la Grande Chiesa) e vi sono poi altri che in modo anomalo, spontaneo, vengono amati e venerati per la loro particolare vita e messaggio, perché parlano un linguaggio che giunge al cuore della fede.

Tra questi san Serafino di Sarov, monaco e sacerdote della chiesa Ortodossa Russa (nato a Kursk il 19 luglio 1759 – morto a Sarov il 2 gennaio 1833).

La storia di Serafino è la strada comune a molti monaci della chiesa russa. Lo Spirito lo guida poi alla vita eremitica prima e verso i fratelli e sorelle che hanno bisogno di lui poi. Notizie su di lui le abbiamo quando viene pubblicato il “dialogo con Motovilov” che ci rivela il suo cuore di padre e la luce “taborica” che brillava nel suo viso, come in Cristo nella Trasfigurazione.

Il 2 gennaio 1833, inginocchiato davanti all’icona della Madre di Dio, «gioia di tutte le gioie», Serafino incontrò Colui che egli aveva tanto cercato, il Cristo umile, dolce e misericordioso.

Lo Spirito Santo, da lui acquisito con la sua vita monastica, lo aveva guidato, donando sempre alla sua lampada l’olio dell’amore gioioso, frutto dello Spirito.

San Serafino non fu mai preoccupato del rigorismo dell’osservanza, non disdegnò mai la tavola dei peccatori, fu un padre materno, sognò e cantò la Risurrezione, non vide mai un fratello all’inferno, non accettò mai che un uomo fosse nella tristezza.

I teologi più attenti vedono in san Serafino di Sarov colui che prepara il popolo russo (dai più potenti ai più poveri) a reggere l’urto e poi la dittatura comunista.

Grazie a padre Serafim, sacerdote della chiesa russa ortodossa di Bologna, la parrocchia di san Martino oggi può esporre alla venerazione dei fedeli una bellissima icona, che lo ritrae ai piedi della santa Madre di Dio «gioia di tutte le gioie» e una reliquia di terzo grado, un copricapo simile a quello dei monaci e degli starec della chiesa russa.

I due doni ricevuti dalla chiesa sorella ortodossa russa di Bologna saranno esposti alla venerazione nella settimana dal 13 al 20 agosto, a cavallo della festa dell’Assunzione di Maria SS. al cielo.

 

ore: 17:05 | 

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