A Massa ha vinto la destra. Ma, come ha scritto, Pier paolo Pasolini: “qual è la vera vittoria? Quella che fa battere le mani o quella che fa battere i cuori?”. La Lega, con la sua propaganda e il suo messaggio fortemente ideologico ha raccolto un voto ed un elettorato trasversale che è tutto tranne che ideologico.

Ha parlato e parla alla pancia delle persone individuando “capri espiatori” e fomentando la guerra tra poveri. Nulla di nuovo. La destra ha vinto e fa battere le mani.

Ma a Massa (e non solo) in realtà, ha perso il “centro-sinistra” a guida PD compresi tutti i suoi vecchi e nuovi partner, anche quelli che, radicali a parole, non disdegnano (all’occorrenza) alleanze e governi locali condivisi.

Il “centro-sinistra” per come si è evoluto ed involuto negli anni è la radice del disastro di oggi. I frutti avvelenati che cogliamo in questi giorni del 2018 si devono all’innesto che, Veltroni e D’Alema prima e infine Renzi, hanno praticato sull’albero della sinistra, snaturandolo.

Ma è in questo spazio che può rinascere una sinistra che non sia solo culturale e sociale ma che si ponga anche il problema di costruire rappresentanza politica, e che magari perfino ci riesca. È una strada lunga e stretta, perché, prima che politicamente, la sinistra va ricostruita nel senso comune e nei sentimenti delle persone.

È una strada che prevede la totale rimozione delle macerie, di sigle e storie personali, che ancora giacciono in mezzo alla strada della sinistra.

Anche a Massa è dunque arrivato il tempo di ricostruire per tornare a far battere i cuori!

Vogliamo farlo con le persone, senza i partiti. Con le persone, senza dirigenti e ceto politico. Con le persone, senza le tessere.

Vogliamo costruire uno spazio ed un luogo dove le persone possano incontrarsi, stare insieme e confrontarsi, discutendo su argomenti che ritengono importanti e partecipando a un rinnovato “saper fare”.

Proponiamo, per questo, la nascita di un Laboratorio Politico aperto, plurale ed inclusivo.

C’è bisogno di ricominciare a discutere in modo aperto e orizzontale al di là delle vecchie appartenenze partitiche, associative o di impegno culturale, sociale e civico. Con un metodo incentrato sui contenuti e non sui contenitori per riportare al centro del dibattito politico nella nostra città quei temi e valori da sempre patrimonio della sinistra e oggi ignorati o diventati invisibili.

Proviamoci!