Come forze di sinistra che hanno dato vita alla lista Potere al Popolo abbiamo deciso di presentarci alle elezioni amministrative della nostra città, e indicando come candidato a Sindaco Nicola Cavazzuti
Lo facciamo con tre punti fermi.
Primo, il collocarci al di fuori dell’ambito del centrosinistra, un centrosinistra promotore dell’austerità e quindi complice del degrado del tessuto economico e sociale, lontano sia dalla visione populista del Movimento 5 Stelle sia da quella razzista e xenofoba della destra. Tre presunte alternative che in realtà su punti di fondo dicono sostanzialmente le stesse cose e si sostengono a vicenda. Non accetteremo alcun tipo di alleanza e non prenderemo posizioni in un eventuale ballottaggio tra altre forze politiche
Secondo:molti abbiano compreso questo teatrino della politica politicante e siamo consci di quanto un profilo di un civismo di sinistra, all’interno della lista di Potere al Popolo, sia fondamentale in questo appuntamento amministrativo. Perché la città è la vita quotidiana di
tutte e tutti e quindi qui il cittadino vuol contare “davvero” nelle scelte. Un apertura alla città che abbiamo e stiamo costruendo.
Lo facciamo guardando alla nostra Costituzione, alla sua natura antifascista, ai suoi principi fondamentali poco realizzati nella realtà. Vorremo invece vederli attuati, tutti.
Saranno per noi centrali la lotta al lavoro precario e di bassa qualità sotto ogni forma, dipendente ed autonomo, l’ambiente troppo spesso dimenticato, il territorio sfregiato in nome del profitto, i diritti e i beni comuni.
Lavoreremo per riportare le donne e gli uomini al centro dell’azione amministrativa, per i loro diritti, per l’uguaglianza nella loro diversità
Rovesceremo il concetto che non c’è alternativa, romperemo l’austerità per costruire cittadinanza
Redistribuiremo la ricchezza del nostro territorio per dare maggiore attenzione a coloro che hanno pagato maggiormente per la crisi economica: chi più ha più paghi.
Non vogliamo più vedere case senza gente e gente senza case, i patrimoni pubblici e privati devono svolgere la loro funzione sociale come dice la Costituzione italiana.
Riporteremo le periferie al centro dell’attenzione e costruiremo una città in ogni periferia
Guarderemo alle aree più lontane dal centro, come la montagna, per restituire servizi e vivibilità alle donne e agli uomini che le abitano.
Le norme e le regole per la salvaguardia dell’ambiente, che è il nostro futuro, saranno elementi trasversali di ogni azione amministrativa.
Rifiuti zero non è più un’utopia ma una realtà in molti territorio e lo dovrà essere anche da noi con una gestione del ciclo rifiuti vicino alle esigenze del territorio.
Meno grandi opere, più opere utili, quelle diffuse su tutto il territorio che permetteranno di metterlo in sicurezza.
Non c’è sviluppo economico del territorio se non c’è lavoro di qualità, se la comunità non si riappropria di quello che produce. I piccoli negozi di quartiere e il piccolo artigianato primadella grande distribuzione.
La cultura di respiro internazionale deve convivere con le produzioni locali per far crescere chi fa cultura nel nostro territorio e deve trovare nella sua terra il giusto spazio. Con la cultura si mangia, si cresce, si critica.
Usciremo, in montagna, dalla monocultura del lapideo, che deve comunque chiudere sul territorio il suo ciclo produttivo finale valorizzando le esperienze manuali ed intellettuali che lo accompagnano. Le economie alternative circolari posso essere sviluppate, basta investire su di esse e credere nella loro capacità di generare valore, non solo economico.
Occorre rompere gli schemi che per troppi anni ci hanno accompagnato, ci dicevano “non si può fare altrimenti”
Per noi invece si può e si deve.
Terzo: faremo quello diciamo. Un gesto per nulla scontato nell’azione politica dei nostri tempi!
