La vicenda della “chiusura” del Teatro Guglielmi oltre che al rimpallo di responsabilità e all’imbarazzante passività dell’Amministrazione comunale, ci segnala la mancanza di una politica culturale degna di questo nome.
La città cresce se il dibattito culturale è vivo. Le Associazioni, prima di ogni altro, dovrebbero essere chiamate a sviluppare cultura e una amministrazione pubblica ha il dovere di sollecitare questa crescita individuando, dalle periferie al centro, dalla montagna al mare, gli spazi per poter accoglierla, per raccontarla, per proporla e renderla fruibile con continuità. 365 giorni all’anno, all’insegna della multiculturalità.
L’arte in tutte le sue manifestazioni e declinazioni, la letteratura, la poesia, i musei, il teatro, il cinema, le tradizioni locali, tutto quello che fa cultura in collaborazione sia con soggetti privati che con l’insieme degli Enti locali limitrofi e sovracomunali, con le Scuole, l’Accademia delle Belle Arti e con l’Università. Uno sforzo necessario è anche quello di realizzare una analisi realistica su un territorio compresso e spesso occupato da un eccesso di presenze che, in passato, non sono state ben calibrate sul nostro territorio quali, ad esempio la presenza invasiva di Centri della Grande Distribuzione Organizzata. Le Associazioni di promozione culturale devono poter contare su spazi che permettano la realizzazione di eventi pubblici da dedicare alla cittadinanza e ai turisti.
Ma cosa potrebbe fare un’amministrazione per favorire la diffusione della cultura? Costruire spazi e momenti liberi dal mercato: perché la cultura è quella cosa che non ci fa clienti, spettatori, consumatori, ma cittadini sovrani. Recuperare e valorizzare spazi pubblici come la biblioteca, puntare sulla qualità di mostre e spettacoli più che sulla quantità, dialogare con chi fa cultura (artisti, musicisti, compagnie teatrali, scrittori…) per comprenderne le esigenze e favorirne la crescita e l’attività, rendere economicamente accessibile a tutti i luoghi della cultura. Anche una politica di promozione culturale di qualità può contribuire a creare opportunità di lavoro ed occupazionali.
Quando il Teatro Guglielmi sarà nuovamente nella disponibilità pubblica, dovrà restare aperto ed accessibile a tutti, tutto l’anno. Con agevolazioni, campagne, programmi di collaborazione con le Scuole, con gli altri Teatri, con le compagnie teatrali sia locali che nazionali e straniere (soprattutto giovanili).
Questi per Potere al Popolo! sono elementi fondamentali per la “nascita” e la crescita di una proposta culturale alternativa che, partendo -come piace a noi, dai territori, ne sappia valorizzare le peculiarità ambientali, paesaggistiche e storico-architettoniche.
