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Il cardinale Pietro Parolin, segretario di stato del Vaticano, è arrivato a Massa per festeggiare il patrono della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli, san Francesco a cui è dedicata la cattedrale massese. A lui spetta l’omelia della santa Messa durante la quale non manca il riferimento alla vicenda di don Morini finita sulle cronache locali e nazionali. “La fatica che state vivendo la avverto, non solo dai giornali, ma si percepisce dai vostri cuori, dal silenzio – ha detto il cardinale – sento il cuore di questa chiesa che pulpita di dolore e sofferenza, ma anche di amore e speranza”. Di fronte a centinaia di fedeli, autorità civili e militari, al procuratore Aldo Giubilaro che ha indagato tre figure della chiesa apuana, porta il saluto “affettuoso e paterno” del Papa e ricorda la storia di San Francesco che con la sua fede e carità ha combattuto per riformare la chiesa che allora presentava crepe. “La chiesa ha sempre bisogno di rinnovarsi – ha continuato – ha bisogno di purificazione e per farlo servono persone come San Francesco che si rivolgano completamente anima e cuore al Signore”. Parole da prendere sul serio, ha indicato il cardinale.
Seguire la strada del signore ispirata da chiarezza, giustizia, pentimento, misericordia e perdono è ciò che devono fare i fedeli è la via indicata alla comunità apuana e alla sua diocesi
