Egregio signor Sindaco,

dobbiamo dire che siamo solo parzialmente soddisfatti della Sua risposta di fronte alla sollevazione dell’opinione pubblica a tutela dell’oliveto di via Croce e dello snaturamento del giardino di Pascoli.

Apprezziamo la Sua dichiarata, anche se alquanto tardiva, volontà di tutela ma in essa, per dirlo con franchezza, permangono elementi di ambiguità che vogliamo esplicitare e non per polemizzare ma per essere costruttivi.

     Non si comprende infatti come tale tutela verrà effettuata nel concreto e ciò a nostro avviso non potrà avvenire che con l’eliminazione dello sciagurato ARU proposto.

Comunque non crediamo proprio che la salvaguardia del giardino, intatto dopo 130 anni di proprietà privata, passi attraverso renderlo pubblico in parte o tutto. Ammesso che ciò sia possibile senza cementificare ancora abbiamo troppi esempi di incuria di luoghi che da privati sono diventati pubblici, primo fra tutti il Pomario Ducale su cui non ci risulta ancora sia stato predisposto uno straccio di progetto. Anche qui la perequazione urbanistica ha prodotto danni ( vedasi il caso del palazzo davanti alla scuola Bertagnini in cambio non si sa ancora di che cosa !)… Per non parlare di come sono tenuti i parchi pubblici.

La tutela dei luoghi pascoliani a Massa passa necessariamente dal mantenimento dei siti interessati, non certo dal loro smembramento, e dal loro inserimento in un vero e proprio itinerario turistico il che vuol dire, più che renderli pubblici, nel renderli visitabili in accordo con i proprietari.

Ci riferiamo, oltre che al giardino Pascoli, in realtà Carletti,anche al giardino Milani del Borgo del Ponte.
Italia Nostra aveva chiesto nel piano strutturale di tutelare queste memorie pascoliane con precise normative ma ciò non è avvenuto .